Una gita fuori porta con sole e pioggia. Non mi ero spinta mai fino a quelle parti e ieri ho scoperto un posto bellissimo che si può visitare in tanti giorni, essendo molto grande e che quindi mi ha fatto promettere che tornerò. Stò parlando del lago Trasimeno, in
provincia di Perugia. Ero a San Casciano dei Bagni, un paesino piccolissimo dove c'è una
vegetazione rigogliosa e tanti boschi, oltre alle sue famose acque termali, e quindi con la mia amica siamo arrivate a Castiglione del Lago, uno dei borghi medievali che si affacciano sul lago. Purtroppo non siamo potute andare a vedere il Castello, perchè a 10 munuti ci partiva il battello per l'isola maggiore. Giuro che è stata davvero una grande emozione.
Il lago è grandissimo e quindi il battello
ci impiega un po' per arrivare. Sono vecchi battelli con le panchine azzurre sopra e vecchie panche di legno con cuscini bianchi di sotto. Il vento e il sole
accompagnano il viaggio e, rimango estasiata di fronte al molo dell'isola maggiore. E' tutto così delizioso che mi sembra di stare in un posto lontanissimo, no di certo in Umbria. Forse sono io che sono strana e penso che i posti belli siano tutti lontani.
Comunque appena scendiamo ci accoglie sulla riva un
gruppetto di papere bianche e
deliziosi chioschi e negozietti.
La prima cosa che andiamo a vedere è il Museo del Merletto. Una deliziosa palazzina a due piani in cui si sono pregiati lavori di ricamo e uncinetto. Leggo che questa isola è famosa per il punto pizzo d’Irlanda, un tipo di lavorazione del merletto ad uncinetto che fu introdotto dalla marchesa Elena, figlia del marchese Giacinto Guglielmi, nel 1904. La signora fece venire una maestra direttamente dall’Irlanda per insegnarne la tecnica alle ragazze dell’Isola che per la lavorazione utilizzavano filo ed uncinetto sottilissimi in modo da ottenere effetti minutissimi di ricamo. La scuola continuò fino alla metà del secolo guidata dalla signora Elvira Tosetti in De Sanctis che usava leggere alle ragazze per rendere più vivace il lavoro, brani della Gerusalemme liberata. In questo modo si spiega l’origine di alcuni nomi di tradizione epica presenti nell’isola che avevano colpito la fantasia delle isolane a tal punto da assegnarli ai propri figli. Le principali applicazioni riguardavano tovaglie, colletti, fazzolettini, guanti, ma anche interi vestiti. L’arte del merletto fu in seguito tramandata dalle donne dell’isola di madre in figlia ed è tutt’ora praticata.
A questo punto la fame si affaccia prepotente essendo ormai ora pranzo e ci lasciamo attrarre da un delizioso ristorante con giardino sul lago. Posto più che delizioso e in cui tra l'altro, abbiamo mangiato
benissimo. Gnocchi al pesce di lago con pachino, zuppa di pesce di
lago con crostini, insalata di pesce con fagioli bianchi, carote, cipolle e mais, pesce panato alla griglia con insalatina mista. Una goduria. Intanto ho deliziato una colonia di uccellini dai colori così gargianti con mollica di due cestini di pane. Diavolo, è domenica. Non avranno le fettuccine però... he he.
Da sole pieno all'improvviso sul lago arriva un nuvolone nero e comincia a piovere. Per fortuna stiamo sotto grandi ombrelloni e comunque ci godiamo la cosa che non è male. Il lago ha cambiato colore ed è di un bel colore verde
scuro. Purtroppo non abbiamo potuto vedere altro perchè stavamo troppo bene sul lago a chiacchierare, tanto ho deciso che tornerò. Così riprendiamo il battello sotto una pioggia molto forte e andiamo al coperto di sotto, fa anche un po' freddino. Tornate a San Casciano ci siamo fatte tentare da una buonissima crostata di farro con marmellata a pezzi mista e dopo un caffè, di corsa a casa... La mia gatta è sola da due giorni
e se non mi sbrigo mi sbrana... miaoooooooo.
Ultima nota. La strada per andare in questi posti è strapiena di campi di girasoli. E' tutto un giallo e verde ed è assolutamente da incanto.