venerdì, 29 dicembre 2006

 VErona é stata una rivelazione, una città davvero stupenda. Ci ho lasciato un po' il cuore e credo che ci tornerò. L'occasione é stata andare a vedere il Mantegna, ma poi sono rimasta incantata dal colore rosa crema dell'arena di verona, dalle stradine medievali e piazze, in cui sembra che il tempo si sia fermato. Il castello, le chiese... era tutto così bello e anche se sono di Roma, sono rimasta incantata, anche merito di una guida della città appassionata e davvero molto brava. Più di tutto mi sono rimaste dentro le Arche Scaligere (tombe della famiglia Scala) presso la chiesa di S. Maria Antica, in una piazzola quasi appendice di Piazza dei Signori. Le tombe monumentali degli Scaligeri sono in una bellissima arte gotica. In uno splendido recinto di ferro battuto, con ricche decorazioni su cui spicca il motivo della scala (simbolo dei signori) sono racchiusi diversi sarcofagi posti a terra o su mensole. Le monumentali tombe marmoree a baldacchino recano in alto la statua equestre del defunto. La leggenda dice che in alcuni momenti i cavalli e i loro cavalieri ancora galoppano sulla città a sua protezione, in una danza che ben si sente dalla posizione delle statue che sembrano quasi giocare con il vento. Eppure mi sono sembrate vive e la leggenda mi é parsa più vera...  Io l'ho trovata una città magica.
verona_3tomba_cavallo
Una curiosità. Attraversando Corso di Porta Palio, dove in tempi medievali sembra si svolgesse un palio simile a quello di Siena, la guida ci ha rivelato l'origine della parola palio, che io ovviamente ignoravo! Il palio é il drappo di tessuto che veniva dato in premio al vincitore, e la stoffa era pregiata a seconda del posto sociale del vincitore, dal cotone al pregiato broccato.
Certo Verona é anche la città di Romeo e Giulietta e sinceramente non potevamo non fare tappa sotto il famoso balcone. Ma il posto non rende la sua vera magia, perche' é strapieno di persone e tutto sembra così finto...compreso il negozio di souvenirs sotto il balcone...e la statua piena di giapponesi che si fanno le foto toccando i seni (dicono che porti fortuna in amore)!!
Verona é anche una città che ancora ha palazzi riccamente affrescati. Sembra che fosse una città talmente bella che venivano a vederla anche da molto lontano e vedendo questo palazzo non posso che immaginare lontanamente come poteva essere. I colori erano più brillanti e davvero il bello circondava ogni sguardo...
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martedì, 05 dicembre 2006

...sono giorni che mi frulla in testa un'intervista che ho letto tra la Ferilli e un giornalista, che alla domanda "Sai chi è Costantino?" lei ha risposto: "Certo!! E' il primo imperatore cristiano romano!" ... MITICA!!!!

E allora poichè in verità io non lo rammentavo, mi sono incuriosita e sono andata a cercarmi Costantino su internet... così ho fatto un piccolo ripasso di Storia, leggendo appunto che Costantino I il Grande (Caio Flavio Valerio Aurelio) imperatore romano (306-337) emanò il cosiddetto editto di Milano, con cui si proclamava la libertà di culto per i cristiani e si ordinava la restituzione dei beni loro confiscati.

Contro la tradizione che vuole Costantino convertito improvvisamente al cristianesimo, si è quindi sostenuta talvolta la tesi di un puro opportunismo da parte sua, allo scopo, estraneo alle sue convinzioni religiose, di appoggiare l'istituto imperiale in crisi a una nuova forza spirituale e numerica. In realtà si può pensare a una sua tendenza monoteistica, confermata dall'iniziale adesione al culto solare che probabilmente l'avvicinò, insieme con le ragioni politiche, al cristianesimo. Ritenendosi ispirato da un dio unico, mal definito professando una sorta di deismo di contenuto dogmatico impreciso, si preoccupò di concedere a tutti la libertà di adorare Dio nella forma preferita (editto di Milano) e di assicurare pace e unità a ogni religione: con questo fine presiedette al concilio di Nicea come "vescovo di coloro che sono fuori della Chiesa". Si attribuiva cioè una specie di superiore funzione regolatrice della vita religiosa dei sudditi (e quindi anche della Chiesa cristiana, seppure dall'esterno), pur conservando la tradizionale carica imperiale di pontifex maximus, sommo sacerdote dei pagani.
Una conversione potè avvenire forse soltanto verso la fine della sua vita, per diverse cause: crescente importanza dei cristiani nell'ambiente di corte e nel territorio dell'lmpero, rimorsi o più semplicemente rimostranze del clero dopo i crimini del 326; una conoscenza più larga dei cristiani (che già nel 321 avevano ottenuto da lui il riconoscimento della domenica, sia pure col nome di "giorno del Sole"), il vescovo ariano Eusebio di Nicomedia, che esercitava grande influenza a corte, lo battezzò sul letto di morte.
Qualunque sia il momento della sua conversione, Costantino è l'imperatore che rese possibile il trionfo del cristianesimo nell'Impero. Ai cristiani furono concessi molti privilegi: libertà di culto, restituzione dei beni confiscati dagli imperatori precedenti, dispensa per il clero dalle prestazioni obbligatorie (munera), diritto della Chiesa di ricevere legati e donazioni, soppressione delle leggi contro il celibato, privilegi giudiziari (foro ecclesiastico), protezione dei cristiani contro Licinio e, più tardi, contro Sapore, pellegrinaggio di Elena ai Luoghi santi e costruzione di basiliche. Inoltre l'imperatore osteggiò il paganesimo e il giudaismo (chiusura dei templi e interdizione di sacrificare agli dei), intervenne poi nel conflitto donatista (concilio di Ancira, 314 o 315) e in quello che oppose ariani e ortodossi (convocazione e organizzazione del concilio di Nicea nel 325), con un'azione tesa a imporre il credo niceno e a combattere l'arianesimo, che in seguito fu rovesciata a favore dell 'arianesimo contro l'ortodossia alessandrina. "Romano della decadenza", fu nondimeno uno spirito creativo e innovatore, deciso nel rompere molti ponti con la tradizione: ne è testimonianza la sua opera nel campo amministrativo sociale, economico e giuridico...

ancor più genericamente, al nome di Costantino si lega il trionfo stesso del cristianesimo sul mondo pagano e di lui si è fatto l'archetipo del principe cristiano.

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lunedì, 04 dicembre 2006

Leggo oggi un interessante articolo sulla innegabile ascesa di Ségolène e ...sulla buona probabilità che arrivi al potere. Questa eventualità risponde ad una domanda sempre più crescente di riequilibrare il mondo governato solo da uomini e il bisogno del femminile, delle donne per ritrovarsi in un mondo che sia anche governato da qualità femminili e non più omologato nel ritrovarsi "tutti maschi". In fondo sono innegabili le qualità femminili che governano le famiglie e riescono con equilibrismi non indifferenti a reggere tutto in armonia o almeno tentando di farlo, vedendo le cose da altri punti di vista che sono sconosciuti ai maschi.

E questo sintomo, questa fame di femminile, forse ha influenzato la grande popolarità del "Codice da Vinci" di Dan Brown, dove é innegabile l'esplicita priorità del principio femminile sottolineato per pagine e pagine... (e non solo dove tutti cercano di vedere la Maddalena nella figura vicino a Gesù...).Leonardo3-Cenacolo2-13

Be' io credo che sia arrivato il momento... di avere più donne al potere per cominciare a vedere il mondo in un'ottica meno egoistica e di vita, soprattutto di pace e funzionalità.

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