Un originale percorso storico e artistico gratuito, intitolato “Luce di pietra” e
organizzato dall'Ambasciata di Francia in Italia, propone un percorso notturno inedito, attraverso alcuni celebri luoghi di Roma, e più precisamente luoghi francesi. Da Palazzo Farnese a Villa Medici, passando per le chiese francesi di San Luigi dei Francesi e San Nicola dei Lorenesi.
Io ho scelto Palazzo Farnese che è sede dell'Ambasciata di Francia in Italia dal 1874.
Appena entrati nel cortile del Palazzo, si respira una certa curiosità nell’entrare in un posto solitamente chiuso e non visitabile, dove abbiamo dovuto consegnare documenti per entrare e passare dentro controlli come se fosse stato un aeroporto, e la consapevolezza di entrare in “terra straniera”, impercettibile la sensazione che tutto questo ci sia stato rubato. Comunque un faro al centro del piazzale inonda a fasce di luci, corvi imbalsati e trafitti da frecce, appesi dall’alto e che sembrano essere ancora in volo. Inquietante, devo dire, e anche velatamente iettatorio, visto che il corvo a Roma, porta male. Un certa sensazione negativa mi ha invasa e mai più lasciata per tutta la visita.
Il primo percorso ci porta nei sotterranei del Palazzo, di epoca romana ed eccezionalmente aperti al pubblico per questo appuntamento.
Devo dire che sono stati ritrovati dei pavimenti di mosaici veramente ben conservati, ma l’accostamento moderno-antico, purtroppo a me non è piaciuto molto.
Una vera cazzata il primo accostamento con mosaico romano di disegni di mare, con la macchina di Pasolini (perché è morto vicino al mare!!!!) o una serie di fasci di luci fucsia-verdi che illuminano ad intermittenza il mosaico più bello, quello dei cavalli e cavalieri, sempre di epoca romana.
L’unica cosa che ho trovato veramente carina, è stata l’idea di riempire delle vasche-ruderi di epoca romana, dove sembra ci arrivasse il fiume quando straripava, con milioni di lampadine, che erano illuminate da una lampadina senza vetro che attaccata al soffitto, girava con un meccanismo, a cui erano appesi tanti fili che davano il rumore e l’illusione che davvero lì ci fosse il mare.
Dopo i sotterranei ci hanno fatto salire al primo piano, dove c’è il famoso salone dei Carracci.
Un po’ pacchiana come tipo di pittura, e sinceramente l’accostamento moderno mi è sembrato parecchio fuori luogo, anche se era originale. Si trattava di un rettangolo di luci al neon blu che davano al soffitto affrescato la colorazione grigia e quindi profondità ai disegni, con enormi tende bianche che svolazzano nella sala e ricoprivano le pareti (dove invece dietro c’erano statue romane) con tanti materazzi bianchi in terra, dove dovevano sdraiarci e vedere da lì il dipinto-soffitto.
Devo dire che il palazzo nel complesso mi è sembrato molto pesante, pacchiano, con carta-stoffa alle pareti e mobili di dubbio gusto francese, visto che tutto quello che in verità c’era dentro Palazzo Farnese è stato rubato da Napoleone e portato in Francia.
Almeno mi sono tolta una curiosità e per finire in bellezza, con i miei amici, abbiamo trovato una piccolissima pizzeria con forno a legna a Trastevere, dove abbiamo mangiato un pizza molto buona e dei filetti di baccala fritti da paradiso in terra, il tutto accompagnato da un simpatico cameriere romano che ci ha divertito per tutta la serata.
(Piccoli cenni storici, tanto per dire che la sua costruzione fu affidata nel 1515 a Sangallo il Giovane, allievo del Bramante, al quale succederanno altri tre architetti: Michelangelo dal 1546 al 1549, il Vignola dal 1555 al 1573 e Giacomo della Porta dal 1575 al 1589. Nel 1589, dopo 75 anni di lavori, la costruzione dell'edificio è ultimata. Fra le bellezze di Palazzo Farnese, citiamo oltre la Galleria dei Carracci, il Salone d'Ercole e la Sala dei Fasti Farnesiani.) Per la sua mole e forma il palazzo era chiamtato il dado dei Farnese ed era considerato una delle "Quattro meraviglie di Roma", insieme a Il cembalo dei Borghese, a La scala dei Caetani e a Il portone dei Carboniani.