A 5 km. da Collepardo, circondata da un bellissimo bosco, si adagia il complesso maestoso della Certosa di Trisulti.
Varcato un primo ampio portale lo sguardo è attratto subito da un insieme di costruzioni e un silenzio, un bianco quasi reverenziale, con
gradoni che scendono fino al piazzale principale, dove si erge la Chiesa, la villa di Innocenzo III e la foresteria nobile sulla cui parete esterna spicca l'orologio solare con i segni zodiacali.
La chiesa è in stile gotico. Entrando e aspettandoti tutt’altro stile, rimani senza fiato nel volgere lo sguardo sulla volta in alto, completamente affrescata. Una sensazione di pieno, di cielo, di nuvole e di angeli.
L'interno è diviso al centro da un muro a mò di iconostasi. Il tutto in legno scuro e con una bellissima porta intarsiata. In entrambi i locali ci sono le classiche panche in legno scuro del coro, maestose e antiche, sembra quasi che parlino in quel silenzio, dove si vedono frati che non ci sono e si sentono parole che sono state dette nei secoli. L’altare centrale è molto prezioso e decorato con gemme, alabastri, marmi preziosi offerti dagli Asburgo d'Austria all'allora priore di Trisulti.
I frati hanno il vestito bianco e nero, e mio figlio ha subito detto che erano della juve!!
La Certosa è Monumento Nazionale e custodisce anche una ricca Biblioteca Statale con 25.000 volumi. (che noi purtroppo non abbiamo visto, perché chiusa).
Tornando indietro e risalendo la rampa cordonata che porta all'ingresso, a destra, un cancello in ferro immette in un bellissimo giardino molto curato
a cui si sale nei locali della antica farmacia. La farmacia custodisce un preziosissimo erbario e pitture e mobili in stile pompeiano, più vari cristalli e vasi in ceramica dipinta. Mi aspettavo una farmacia medievale, questa invece é del 1700 e si vede dallo stile dei barattoli e dei mobili al suo interno.
I monaci usavano lavorare le erbe e le spezie raccolte sui monti circostanti per estrarne le essenze e gli aromi, ancor oggi gelosamente conservati nelle vetrine all'interno della farmacia.
Entrando a destra un salottino. Ci raccontano che il corridoio ed il salotto sono stati dipinti dal Balbi riproducendovi anche il farmacista dell'epoca Fra Ricciardi nell'atto di entrare nel salotto da una porta anch'essa dipinta. La pittura a frandezza naturale, secondo quanto racconta il Balbi stesso, ha tratto in inganno più di qualche visitatore che, all'entrare nel salotto, avrebbe accennato un saluto all'indirizzo del frate.
Essendo arrivati tardi, abbiamo corso abbastanza nel vedere tutto e la cosa carina è stato alla fine, quando parlando con un frate che tentava di piantare l’insalata nell’orto, ci ha invece fatto entrare nell’antico chiostro e fatto vedere le antiche celle dei frati. Ignoravo che vivevano in appartamenti formati da 3 ambienti, quindi avevano 3 porte per uno e un orto da coltivare e curare. E’ stato molto gentile e secondo me aveva voglia di parlare.
Infine con mio figlio abbiamo fatto l’ultima tappa nel locale all’uscita, una rivendita di liquori confezionati dagli stessi padri Cistercensi succeduti ai Certosini nel 1947. Abbiamo fatto incetta di cartoline e comprato un amaro per mio papà. Anche una piccola cioccolata fondente che è invece arrivata a casa completamente sciolta… 
Da qui l’obbligo (per fame) di fermarci nel vicino ristorante, assolutamente delizioso, vicino ad un ruscello e circondato dai monti e dai boschi. L’aria era così fresca e dopo mangiato, quando ci siamo seduti sotto l’ombrellone, quasi ci siamo appisolati.
C’era una pace incredibile e questo è il bello di fare queste gite durante la settimana quando tutti lavorano.
La successiva tappa sono state le Grotte.
Una guida ci ha illustrato la storia e ci ha lasciato liberi di entrare e sentire tutta la magia di un posto praticamente vuoto a parte noi.
E’ stata una sensazione incredibile entrare in quelle grotte, praticamente soli.
La paura, come un gigante che ti inghiotte, lo spettacolo delle stalattiti e delle stalagmiti, creato dallo stillicidio delle acque nel corso dei millenni, è di una bellezza ineguagliabile,
che ha assunto caratteri straordinari ed incredibili, visto che avendo le grotte una entrata di luce molto grande, ha reso il tutto di un colore grigio-nero (molto diverso, per esempio, dalle grotte di Frasassi). Oltre la grotta maggiore c’è una sala minore, ora chiusa al pubblico, per salvaguardare la piccola colonia di pipistrelli che la popola.
Peccato!! Avrei davvero voluto vederli, anche se mio figlio era letteralmente terrorizzato e dice di averli visti in volo (la paura gli ha fatto venire le allucinazioni!!), e si è morto di paura. E’ uscito più bianco del bianco!!
Anche io sono diventata bianca come un lenzuolo, quando all’uscita ho letto che avrei potuto incontrare ragni che abitano la grotta!! Che schifo!!
Comunque, dopo la paura iniziale le grotte mi hanno fatto sentire tante sensazioni contrastanti. Ho visto le persone che si sono rifugiate al suo interno per fuggire alla guerra e acceso fuochi e improvvisamente mi sono sembrate meno fredde, perché in fondo sono state testimoni di vicende umane, di pensieri e parole che quelle rocce hanno sentito e assorbito. Ovviamente anche i fuochi accesi hanno contribuito a rendere scuro il colore di questa grotta.
Quando penso ad una grotta, penso ad un bisogno di protezione, ma stare dentro una grotta, più che protezione, mi dava una sensazione di viaggio all’interno di me stessa e le cose che vedevo in ogni angolo.
Le stalagmiti sembrano figure umane enormi e le grotte di Collepardo sono state, da tempo immemorabile, denominate "Grotte dei bambocci", ma sono anche conosciute con il nome di "Grotte Regina Margherita", in seguito alla visita della sovrana nel 1904, ci ha detto prima la guida.
Ci eravamo abituati alla temperatura interna e quando siamo usciti è stato come respirare vento caldo.
Il Pozzo d'Antullo è una grandiosa voragine di origine carsica, creatasi a seguito dello sprofondamento della volta di una cavità sotterranea, la cui circonferenza è di 300m e la profondità massima di 70m. Lungo le pareti verticali pendono meravigliose cortine di stalattiti, mentre il fondo è celato da una ricca e lussureggiante vegetazione.
La rarità del fenomeno e lo stesso aspetto selvaggio e sinistro hanno acceso nei secoli la fantasia popolare, che ha intrecciato leggende e fantastici racconti sull'origine di questa dolina, la maggiore per dimensione in Europa e tra le più grandi del mondo, uno dei più straordinari spettacoli della natura.







è stato davvero molto interessante e bello.
Loro si sono appassionati e gli è davvero piaciuto molto, anche perché le macchine si potevano quasi tutte toccare e usare per vederne il funzionamento. Sopra vedete la foto del martello che con la manovella batteva ad un ritmo cadenzato...ma la macchina che più mi ha sconvolto é stata una macchina da guerra falciatrice, che con un movimento rotatorio perfezionava in senso micidiale la tecnina già usata dai Romani di usare le falci alle bighe, per tagliare le gambe agli avversari...vi lascio solo immaginare cosa poteva essere un carro trainato da un cavallo e quattro falci che in un movimento rotatorio falciavano il nemico!!
Preferisco Tiziano, il Caravaggio e i Fiamminghi. Sublime la sala del Botticelli, anche se per i miei gusti è ancora un pittore troppo statico!!
