Sono tornata all’Ara Pacis in notturno con visita guidata… Non resisto. 
Quando un posto mi piace particolarmente mi piace vederlo sia di giorno che di notte, dove niente è uguale, tutto è diverso e le luci notturne fanno vedere anche le piccole cose in un modo così completo, da farti notare sempre qualche particolare che sicuramente di giorno non avevi notato. A dire il vero di notte tutto sembra tutto più bello e più magico, specialmente a Roma o anche in tanti borghi medievali o paesi di montagna…
Sono andata con mia sorella e mio fratello. Una uscita insolita, di solito non usciamo mai insieme da soli. Sembra che Valentino (e non l’Ara Pacis) sia riuscito a fare questo piccolo miracolo.
Volevamo andare a mangiare a “le pain quotidien”, un posto molto particolare
a Via Tomacelli. E’ un forno bistrot francese, dove si possono assaggiare pani di tutti i tipi, dolci fatti in casa, marmellate e mieli vari, formaggi e insaccati vari, tipici piatti come la carne con salsine varie cotta direttamente sul tavolo da una specie di cono infuocato o se si preferisce immerso in olio caldo tipo Borguignon.
Il posto è veramente carino e molto caratteristico.
Ti avvolge con il suo calore, con il legno caldo e con una delicatezza tale da sembrare l’ambiente di una grande cucina di campagna. Si sente aria di Francia o di Parigi ma non quella raffinata; quella dei bistrot e dei locali su strada. Purtroppo la sera non é aperto così abbiamo ripiegato su una pizzeria con forno a legna, nella via dietro.
Comunque la visita guidata mi è proprio servita. E’ come se quel monumento avesse preso vita tramite il racconto della sua storia, della sua nascita e della sua immortalità. Molto illuminante, almeno per me. Ignoravo molto e adesso tutti i rilievi dell’ara pacis hanno un significato, un nome, una collocazione. E’ indubbio che le visite guidate secondo me dovrebbero essere obbligatorie quando si va a visitare un luogo. E comunque ha anche speso spiegazioni per gli abiti esposti, che hanno avuto tutto un altro significato da quello che io gli avevo dato la volta precedente, da autodidatta. Quindi ignoravo la scelta degli abiti nella iniziale galleria buia, dove ogni abito doveva avere qualcosa di prezioso, di brillante per illuminare il passaggio. Poi le vestali con i gli abiti bianchi e ai lati il coro in rosso. Poi il bianco e il nero che escono verso uno specchio d’acqua e dall’altra parte rinascono con i colori. Tutto questo non lo avevo capito da sola.
Studiando le effigi e i disegni sull’ara pacis ho anche fatto la conoscenza di una nuova Dea che non conoscevo, la dea Roma. Perché Roma è femmina e vestita da guerriera. La versione greca delle origini di Roma vuole Enea fondatore di una nuova terra (come letto dall'Iliade di Virgilio).
(Via della Scrofa dal sacrificio della scrofa ad Enea)
(Dea Roma - Ara Pacis)
