mercoledì, 26 settembre 2007

Vedere i documentari su History Channel non è solo un ripasso di storia, che non fa mai male, aggiungo, ma anche un modo nuovo di vedere la storia. Grazie e tramite le rielaborazioni al computer si è in grado oggi di ricostruire un antico palazzo, chiesa o foro con la elaborazione delle fasi di costruzione e quindi vedere anche la meravigliosa ingegneria dei tempi antichi. Nelle puntate, la costruzione di un Impero, si vedono delle costantinopoli_mappacose molto belle. Ieri sera è stata la volta della ricchissima storia di Costantinopoli, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio (greco antico, Βυζάντιον), poi capitale dell'Impero Romano d'Oriente col nome di Costantinopoli (latino, Constantinopolis) e infine capitale dell'Impero Ottomano col nome turco di İstanbul, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono una città unica. (secondo un aneddoto il nome attuale deriva da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell'Anatolia chiedevano ai greci dove fosse "la città" ricevevano come risposta, senza capirne il significato Isten polis, cioè "quella è la città", che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Più probabilmente deriva da un'enfatizzazione della parola "città" per indicarla come la "città" per antonomasia, in analogia con la parola Urbe (o -in latino- "Urbs") con cui si indica Roma). Costantinopoli significa "Città di Costantino". Tale nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'impero romano, l'11 maggio dell'anno 330. La città continuò a crescere anche dopo Costantino, nell'arco di un secolo furono costruite nuove mura che quasi raddoppiarono la superficie della città. La tripla fortificazione la rese città per secoli inespugnata. Costantino costruì un numero impressionante di palazzi, chiese, luoghi di divertimento, tra cui il famoso Circo. Quest'ultimo circo fu edificato quando ormai gli edifici stavano perdendo la loro funzione originaria, e divenne il luogo utilizzato (oltre che per i giochi) per l'acclamazione dell'Imperatore, per le assemblee popolari, era il luogo dove si verificavano tumulti e sommosse anche cruente, e dove si svolgevano feste e celebrazioni varie, tra le quali si possono annoverare anche delle condanne a morte in forma di rappresentazione sacra (ad esempio, mettendo l'indiziato o il condannato dentro un forno ricostruito meticolosamente come quello dedotto dalla Bibbia nel Libro di Daniele, dove si narra dei tre fanciulli gettati in una fornace per ordine di Nabucodonosor). Nell'epoca di Giustignano, é tristemente famoso per l’episodio della rivolta della Nika, che prese le mosse dalle fazioni del circo (le classiche quattro fazioni alba (bianca), prasina (verde), russata (rossa), veneta (azzurra) divennero una sorta di partiti politici, con diversa rappresentatività e diversa valenza sociale), che chiedevano all'unisono la rimozione di alcuni funzionari, e alla fine -nella sua repressione- costò la vita a 30.000 persone. Fu una vera carneficina. Con la scusa di parlamentare l’imperatore fece chiudere tutti i manifestanti dentro il circo e li fece massacrare senza pietà.

Il leggendario circo di Costantinopoli era ornato con capolavori presi spogliando tutto il mondo conosciuto: per portare tre esempi, la spina era ornata da vari oggetti preziosi, tra cui l'enorme obelisco trasportato da Karnak, in Egitto, e ancora oggi ben visibile a Istanbul. Vi era anche la colonna con i serpenti di bronzo dorato presa dal tempio di Apollo di Delfi. Sopra la tribuna imperiale vi era il gruppo dei cavalli di origine incerta (forse fusi all'epoca di Domiziano) ma ora a Venezia, dove sono stati spostati nel 1204 per ornare la facciata della Basilica di San Marco.

santasofia_chiesaPoche settimane dopo la strage diede ordine di costruire la grande basilica di Santa Sophia (i lavori, iniziati nel 532, furono portati avanti con grande rapidità, con artigiani provenienti dai principali centri dell'impero e materiali ornamentali e marmi provenienti anche da regioni molto lontane. Già il 27 dicembre 537 avvenne la consacrazione della chiesa in presenza dell'imperatore, che secondo una fonte avrebbe detto: "Gloria a Dio che mi ha fatto degno di questo! Ti ho superato, oh Salomone!"). Non furono veri e propri ingegneri ad erigere questa chiesa, ma professori di santasofia_cupolamatematica e filosofia. Infatti, i pilastri di sostegno della cupola argentea, non furono sufficientemente robusti per sostenere il peso della cupola di 31 metri di diametro.

Già santasofia_mappalesionati durante la costruzione, furono ulteriormente indeboliti dai terremoti del 553 d.C. e 557 d.C. Malgrado alcuni interventi di consolidamento, parte della cupola crollò una prima volta il 7 maggio 558 in seguito ad un terremoto. La chiesa venne riaperta al culto nel 563, dopo la costruzione di una nuova cupola più leggera ed innalzata di 9 metri per distribuirne meglio il carico; i lavori furono diretti da Isidoro il Giovane, figlio di uno degli architetti originari. La cupola fu ricostruita in seguito altre due volte, nel X Secolo e nel XIV secolo dopo altrettanti crolli. L'intento dell'Imperatore era di superare la gloria del pantheon di Roma e creare una cupola immensa come centro della cristianità. Anche se con esiti disastrosi, é arrivata fino a noi, la testimonianza di questo sogno, andando a vedere questa grande basilica, veramente magnifica.

Il mio viaggio nel documentario, finisce quì... By

postato da: leggerevolare alle ore 16:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, 25 settembre 2007

Da Cuba, mio fratello mi ha riportato un piatto di ceramica del posto come suo ricordo di viaggio e come mio regalo e ricordo del suo viaggio... in valigia si é fatto in mille pezzi!! Eppure é bellissimo.
Anzi devo dire che sono  proprio tutte le sue crepe a renderlo bello e unico. E così ho ripensato alla bambola con la testa rotta e non ho pensato la stessa cosa. Ho pensato invece che le ferite di quel piatto lo rendono ancor più unico e bello, perché testimone di un viaggio "movimentato"...forse sono proprio le ferite che ci rendono unici agli altri e quindi comunque belli perché dentro portiamo una storia che ci ha spezzato ma anche se abbiamo riattaccato tutti i pezzi, nell'insieme non siamo niente male.

postato da: leggerevolare alle ore 15:09 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 21 settembre 2007

Stanca di vedere programmi inutili in televisione, vado subito sui canali sky dei documentari e su History channel vedo un documentario inedito sulle città sotterranee.

E' stato bellissimo!! Ho visto una Roma sconosciuta, che ignoravo e che mi ha emozionato history_channelvedere. Sotto le strade che conosco e frequento ci sono scavi archeologici che stanno tentando di riportare alla luce la meravigliosa e gloriosa antica Roma.
Così ho visto la ricostruzione grafica del Foro di Domiziano che era sotto l'attuale Piazza Navona.
All'inizio era un circo, senza leoni e gladiatori essendo l'imperatore Domiziano uomo pacifico ed amante delle corse dei cavalli e delle gare di atleti: gli agoni, da cui per corruzione deriva il nome della Piazza Navona (agone, nagone, navone, navona). Inaugurato nell'anno 81 d.C. la Stadio Domiziano è lungo 240 metri e largo 65, e l'attuale piazza conserva la forma e le dimensioni della antica pista, con la sola differenza che il terreno è stato alzato di 6 metri, coprendo la cavea e le tribune di travertino sulle quali si affollavano oltre 30.000 spettatori per assistere agli agonali. Alcuni resti dello stadio sono visibili nella retrostante Piazza Tor Sanguigna e nei sotterranei della chiesa di Sant'Agnese. stadio_domiziano
Nel corso del tempo la piazza ha sempre conservato il suo carattere festaiolo: feste popolari, corse e giostre si svolsero attraverso i secoli nella piazza.
Dal 1653 per oltre un secolo da sabato mattina a domenica notte, la piazza veniva allagata, in due ore l'acqua la riempiva tutta e ci entravano, ornati a festa, gli equipaggi dei prelati e dei principi, intorno ai quali si sfrenava la più vivace gazzara del popolino; qualcuno ci navigava sulle carrozze a forma di gondole, altri ci nuotavano mentre i cavalli zampettavano e talvolta affogavano.
Sopra il foro sono poi stati costruiti gli attuali palazzi e la piazza con le sue famose fontane. Comunque alla fine della piazza, si possono invece vedere e forse visitare i resti dello stadio di Domiziano, con tanto di passaggi e cunicoli.

Poi ho visto degli scavi sotto Palazzo Fendi, fatti praticamente dentro la cantina del colonna_traianopalazzo privato, tanto che non sono visitabili. Sono le vestigia dell'antico palazzo del tribunale eretto da Traiano, a cui é rimasto a noi come testimonianza solo la colonna. Il foroditraiano1Foro di Traiano era splendido, con marmi pregiati fatti portare anche dall'Egitto.

E quanto hanno fatto vedere a Trastevere, la caserma dei pompieri, detta Coorte Excubitorium, ho rivisto un luogo in cui invece sono stata con una visita guidata.
Situato ad una profondità di circa otto metri rispetto al piano stradale odierno, il complesso fu scoperto nel 1865-1866. Fin dalle prime fasi dello scavo, completato solo in epoca successiva a cura del Governo, apparve subito chiara la destinazione degli ambienti riportati alla luce in base al gran numero di graffiti presenti sulle pareti, ove era ripetutamente citata la VII Coorte dei Vigili, che secondo la riforma augustea era preposta alla sorveglianza della IX e XIV regione. In particolare l'edificio venne identificato con un excubitorium o corpo di guardia distaccato nel Trastevere della VII Coorte, la cui sede centrale doveva essere nel Campo Marzio.

Vari indizi emersi nel corso dello scavo rivelarono che l'Excubitorium era stato adattato verso la fine del II secolo d.C. all'interno di una casa privata, comprata o affittata dall'amministrazione pubblica, per questa caserma minore di vigili, ai quali competevano l'estinzione ma anche la prevenzione degli incendi, nonchè il servizio di pubblica sicurezza specialmente durante la notte.

Superato attraverso una scala moderna il notevole dislivello si entra in una grande aula ove l'attenzione è immediatamente attirata al centro di una vasca di forma esagonale, poi un larario, una sorta di cappella del genio tutelare dei vigili, il Genio excubitori. coorte_pompieri_roma

Nella stanza situata ad Ovest con il pavimento in coccio pesto interrotto al centro da un chiusino si è voluto vedere un bagno, mentre incerta rimane la destinazione dei due vani contigui e tra loro comunicanti sul lato opposto. In questi infatti l'indizio più significativo e tuttavia insufficiente è dato dal pavimento in opus spicatum, costituito cioè da mattoni disposti a spina di pesce. Impiegato solitamente in ambienti di servizio a cielo aperto per la resistenza e l'impermeabilità, questo tipo di rivestimento laterizio qui venne a sovrapporsi ad un precedente pavimento in mosaico a piccole tessere bianche visibile ad una quota inferiore di m.0,25 circa.

Se l'organizzazione di Augusto assicurò pronto intervento in tutta la città, è interessante conoscere anche gli strumenti di cui disponevano i vigili per combattere il fuoco. Oltre alle pertiche, scale e corde (funes) venivano utilizzati i centones, una sorta di grandi coperte con le quali, opportunemente bagnate, si cercava di soffocare o isolare le fiamme.

E' stato davvero un bel viaggio questa Roma segreta...

postato da: leggerevolare alle ore 15:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 20 settembre 2007

...dei rullini estivi, escono tante foto che ti rifanno vivere con nostalgia i momenti che violahai scattato, ma non é solo questo. E' l'anima, o meglio il ricordo emotivo di quello scatto, in cui ricordi di aver cercato di prendere una determinata angolazione, una luce, un sorriso, un'emozione, insomma qualcosa che File0285volevi "rubare" per poi rivederla e ritrasmetterla a chi avesse guardato le foto.
E' per questo che a volte le foto degli altri mi sembrano fredde, anche se sono paesaggi.

postato da: leggerevolare alle ore 12:40 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 19 settembre 2007

Riflettevo su una questione accadutami pochi giorni fa e collegandola con questo bel libro che ho iniziato a leggere in ferie. Mio fratello é tornato da Cuba, pochi giorni fa, dove é stato in vacanza in parte e a trovare i parenti della sua fidanzata dall'altra. Si é subito lamentato dell'assenza di telefonate e sms da parte di nostra sorella. Quindi esattamente come un tempo mi colpì la parabola del figliol prodigo, anzi mi fece e mi fa ancora rabbia. Ma come!! Il fratello rimane e negli anni accudisce, ubbidisce e rimane vicino al padre e quando torna il fratello che se ne era ben fregato, il padre festeggia. Festeggia l'assenza e quindi la mancanza di una persona che per questo motivo è più profondamente dentro di lui. Anche per mio fratello é stato così. Tutti lo abbiamo cercato, gli abbiamo telefonato o mandato sms, ma la cosa che più gli é rimasta dentro é stata "l'assenza" di nostra sorella. Così ho fatto un ragionamento e un collegamento teatro_assenza_2con altri fatti e con la lettura ancora parziale di questo libro, dove appunto si parla di assenza come "più acuta presenza". L'assenza é lontananza, separazione, silenzio, sofferenza...sentimenti che sono in agguato sulle nostre esigue certezze. E' proprio nel trionfo dell'assenza che sentiamo più acuto il vuoto, di chi e che cosa non sappiamo bene. Nella letteratura molte scrittrici hanno affrontato questo tema.
Abituate alle attese di un "assente" le donne sono rimaste appese a tessere la tela dei giorni. Appannaggio femminile, l'assenza diventa allora un contenitore di rimpianti, desideri, sogni e illusioni.
Brancolando verso l'assente, l'immaginazione crea miti, abbelliti dagli abiti regali del desiderio.
Per la solitaria Emily Bronte che non concederà ai suoi amanti la felicità dei corpi, l'amore desiderato e anche temuto, é paradiso, ma soprattutto inferno, dove Eros e Thanatos giocano ai dadi il nostro destino. E' un uragano che sconvolge l'esistenza, la sventura che colpisce uomini e donne, trasformandoli in burattini nella mani del fato, sul cui palcoscenico reciteranno, di volta in volta, la parte della vittima o quella dell'aguzzino.
Ed ecco quindi oltre Emily, leggere di Virginia Woolf, Elisabeth Barrett, Marguerite Yourcenar, Mabel Loomis, Austin, Hannah Arendt, Walter Benjamin e della loro poesia. Nella poesia, radice prima di ogni libertà, si riconoscono le caratteristiche che rendono gli uomini liberi, in quanto assenti dal teatro mondano della vita e veri nel saper indicare al mondo, sempre così distratto e scontento nonostante il potere che detiene, la Verità che appare e scompare dietro le sue cortine.
 

postato da: leggerevolare alle ore 10:27 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 18 settembre 2007

Ieri sera annoiata dai tanti programmi inutili in tv, ho deciso di dedicarmi alla lettura. Complice un bagno super rilassante e una cena leggera, mi sono infilata a letto a leggere uno dei miei ultimi acquisti. Avevo bisogno di qualcosa di forte, qualcosa di vero, qualcosa di anche troppo reale, quasi doloroso. Così la mia scelta sui tanti libri che devo ancora leggere e che ho già iniziato, é andata su un libricino che parla ancora di Olocausto.
Si intitola "Ho sognato la cioccolata per anni".
E' un'autobiografia di Trudi cioccolata_peranniche narra in modo scorrevole e discorsivo com'è stata la guerra per una bambina ebrea di 12 anni.
E' incredibile la forza di vivere che albergava nel suo cuore e che ha salvato, oltre alla sua, anche la vita della propria madre. Proprio sul legame con la madre è incentrata la storia perchè è solo grazie a questo fortissimo legame che riesce a sopravvivere ed a lottare per entrambe.
Trudi ci racconta dei suoi sogni di allora, di come terribile fosse dover dipendere dall'uzzolo di un soldato in divisa nera: a sinistra la morte, a destra il lager, una morte più lenta.
E' un racconto, come potrebbe farlo una nonna. Un vissuto di una tragedia. Le cattiverie, la voglia di fare del male, di torturare, uccidere è qualcosa che non si capisce e che neppure Trudi capisce, neppure ora, come lei stessa ammette.
Leggendo sono rimasta sconvolta tra le tante cose atroci, dalle scene in cui separavano le madri dai figli. Credo che sia una cosa straziante, vedere gli occhi di tuo figlio/a che ti implorano di non lasciarlo/a solo/a. Recidere con violenza e crudeltà il filo invisibile che lega una madre ad un figlio e un figlio alla madre, é una delle cose più distruttive che si possano sopportare. Non ci si salva. Meglio un'amputazione di qualsiasi genere a questo tremendo dolore, soprattutto se poi il destino é la morte.
E' uno di quei libri che serve per non dimenticare, per non dimenticare che i nipoti di quegli assassini hanno tuttora un ruolo in Italia e in Germania.
E serve a noi da monito per non sbagliare e acconsentire a che succeda di nuovo.
(Trudi Birger - Ho sognato la cioccolata per anni - Piemme Pocket)

postato da: leggerevolare alle ore 11:00 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 17 settembre 2007

Il bacio é una muta espressione di desiderio
il cui oggetto é nel futuro, e un po' più a sud.
Il rumore di un bacio
non é forte come quello di un cannone,
ma il suo eco dura enormemente di più.
I baci sono come granelli d'oro e d'argento
trovati per terra,
senza alcun valore di per sè,
ma preziosi,
in quanto palesano la vicinanza...
di una miniera.
Incontrarsi con gli occhi é un attimo,
ma il bacio, bocca sulla bocca
é un solo fremito.

baci

postato da: leggerevolare alle ore 08:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 12 settembre 2007

Ieri sera ho visto gli speciali sulla strage delle Torri Gemelle. Come ogni anno mi rivedo i filmati e rivedo le scene di quel giorno e ogni volta sono incollata al video. Sempre nuovi particolari, nuovi racconti. Non é solo curiosità, é vivere una cosa terribile perché in qualche modo riguarda l'ingiustizia del terrorismo.
beatricecenciIo che ho sempre "festeggiato" questo giorno, in ricordo di un'altra grande ingiustizia storica, quella di Beatrice Cenci.
A Castel S.Angelo, nel luogo in cui è stata decapitata, la notte dell'undici settembre (come hanno riferito a distanza di anni centinaia di persone), si è vista la sua figura aleggiare sopra il ponte, anche se lo scetticismo in questi casi è d'obbligo. Rimane il fatto che la storia e la vita di Beatrice sono emblema di una perpetua ingiustizia, di un'infanzia rubata, di muri di silenzio che costrinsero la ragazza a difendere la sua vita, ma allo stesso tempo a condannare la sua vita, in base a delle leggi che non conoscono il sapore del dolore, del senso della violazione di un diritto.
Anche le Torri Gemelle lasciano un sapore amaro di dolore. Altre vittime, operai, pompieri, elettricisti, tutti quelli che in quei giorni hanno respirato quella maledetta aria e siponte_angelo_castello sono ammalati di asma e malattie polmonari gravissime. Polvere sottile, cemento e vetro. Veleno e morte. Ancora.

Eppure io ci provo. Il prossimo 11 settembre andrò sul ponte di Castel Sant'Angelo a mezzanotte. Che dite, riuscirò finalmente a vedere questo benedetto fantasma?  

postato da: leggerevolare alle ore 16:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 12 settembre 2007
...é sempre un'emozione!! Anche se si tratta di accompagnare un figlio in terza media!! Il cellulare-telefono-sveglia ha suonato alle 7.00!! E dopo pochi minuti eravamo già sull'attenti (quando mai, siamo due ghiri...). cornetto
Praticamente siamo arrivati a scuola prestissimo. C'è stato anche il tempo di un cappuccino con cornetto!! Ovviamente maglietta nuova per l'occasione, zaino nuovo e...pizzetta rossa!!   "ciao, cucciolo, buona giornata!"  "ciao mamma".
postato da: leggerevolare alle ore 15:23 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 11 settembre 2007

verde_melaSono due mesi che mia sorella si é comprata il divano nuovo e non sono ancora riuscita ad andarlo a vedere, così ieri sera finalmente, ho visto questo benedetto divano nuovo, verde mela!!!! Non rosso, bianco, giallo, arancione... verde mela. E come si fa a trovare un regalo verde mela?!!! Cavolo é un colore difficile ed é buona creanza regalare qualcosa che si in "pendant" con il nuovo acquisto o lo richiami. Così per caso mi sono imbattuta in un bel vaso verde mela con dentro una piantina grassa verde chiaro. Credo sia stato proprio il regalo giusto. Sperando, che la gatta non decida di mangiarsi anche quella, dopo aver fatto fuori il basilico e la menta.
Per l'ennesima volta ho fatto tardi e io e mio figlio arriveremo al primo giorno di scuola, domani, a cocci. Anche perchè stanotte é successa una cosa strana.
Nel cuore della notte, un tonfo, anzi un botto. Sembrava un quadro di legno caduto, ma io non ho quadri di legno. Come prima cosa guardo il divano vicino al letto, la micia stà dormendo e anche lei ha aperto gli occhi. Quindi non può essere stata lei!! E allora?!!! ...ma che cavolo é successo?!! Accendo la luce, la mia bambola che é lì da anni ha deciso di cadere e quindi di conseguenza investire una statuetta in ceramica che é caduta in terra, decapitandosi. Inquietante... pensavo, pensavo, ma che significherà?!! Bò. Non mi é stata regalata da nessuno, l'ho comprata io. Vabbè, dopo qualche minuto che non ricevevo nessuna telefonata, mi sono addormentata.
Stamattina ho raccolto la statuetta, ho preso la testa e ho visto se si poteva rincollare. E allora ho capito. La statuetta si può aggiustare, però non tornerà mai come prima. Il segno della frattura rimarrà come una ferita a ricordo di qualcosa che si é rotto. Bene, dentro io mi sento così. Mi sento una cosa rotta che non può essere aggiustata, perché la frattura é molto profonda e lascerà il segno, anche se in apparenza sembra tutto come prima. Ma non é così. Ogni ferita lascia il suo segno...

postato da: leggerevolare alle ore 12:11 | Permalink | commenti
categoria: