Vedere i documentari su History Channel non è solo un ripasso di storia, che non fa mai male, aggiungo, ma anche un modo nuovo di vedere la storia. Grazie e tramite le rielaborazioni al computer si è in grado oggi di ricostruire un antico palazzo, chiesa o foro con la elaborazione delle fasi di costruzione e quindi vedere anche la meravigliosa ingegneria dei tempi antichi. Nelle puntate, la costruzione di un Impero, si vedono delle
cose molto belle. Ieri sera è stata la volta della ricchissima storia di Costantinopoli, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio (greco antico, Βυζάντιον), poi capitale dell'Impero Romano d'Oriente col nome di Costantinopoli (latino, Constantinopolis) e infine capitale dell'Impero Ottomano col nome turco di İstanbul, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono una città unica. (secondo un aneddoto il nome attuale deriva da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell'Anatolia chiedevano ai greci dove fosse "la città" ricevevano come risposta, senza capirne il significato Isten polis, cioè "quella è la città", che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Più probabilmente deriva da un'enfatizzazione della parola "città" per indicarla come la "città" per antonomasia, in analogia con la parola Urbe (o -in latino- "Urbs") con cui si indica Roma). Costantinopoli significa "Città di Costantino". Tale nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'impero romano, l'11 maggio dell'anno 330. La città continuò a crescere anche dopo Costantino, nell'arco di un secolo furono costruite nuove mura che quasi raddoppiarono la superficie della città. La tripla fortificazione la rese città per secoli inespugnata. Costantino costruì un numero impressionante di palazzi, chiese, luoghi di divertimento, tra cui il famoso Circo. Quest'ultimo circo fu edificato quando ormai gli edifici stavano perdendo la loro funzione originaria, e divenne il luogo utilizzato (oltre che per i giochi) per l'acclamazione dell'Imperatore, per le assemblee popolari, era il luogo dove si verificavano tumulti e sommosse anche cruente, e dove si svolgevano feste e celebrazioni varie, tra le quali si possono annoverare anche delle condanne a morte in forma di rappresentazione sacra (ad esempio, mettendo l'indiziato o il condannato dentro un forno ricostruito meticolosamente come quello dedotto dalla Bibbia nel Libro di Daniele, dove si narra dei tre fanciulli gettati in una fornace per ordine di Nabucodonosor). Nell'epoca di Giustignano, é tristemente famoso per l’episodio della rivolta della Nika, che prese le mosse dalle fazioni del circo (le classiche quattro fazioni alba (bianca), prasina (verde), russata (rossa), veneta (azzurra) divennero una sorta di partiti politici, con diversa rappresentatività e diversa valenza sociale), che chiedevano all'unisono la rimozione di alcuni funzionari, e alla fine -nella sua repressione- costò la vita a 30.000 persone. Fu una vera carneficina. Con la scusa di parlamentare l’imperatore fece chiudere tutti i manifestanti dentro il circo e li fece massacrare senza pietà.
Il leggendario circo di Costantinopoli era ornato con capolavori presi spogliando tutto il mondo conosciuto: per portare tre esempi, la spina era ornata da vari oggetti preziosi, tra cui l'enorme obelisco trasportato da Karnak, in Egitto, e ancora oggi ben visibile a Istanbul. Vi era anche la colonna con i serpenti di bronzo dorato presa dal tempio di Apollo di Delfi. Sopra la tribuna imperiale vi era il gruppo dei cavalli di origine incerta (forse fusi all'epoca di Domiziano) ma ora a Venezia, dove sono stati spostati nel 1204 per ornare la facciata della Basilica di San Marco.
Poche settimane dopo la strage diede ordine di costruire la grande basilica di Santa Sophia (i lavori, iniziati nel 532, furono portati avanti con grande rapidità, con artigiani provenienti dai principali centri dell'impero e materiali ornamentali e marmi provenienti anche da regioni molto lontane. Già il 27 dicembre 537 avvenne la consacrazione della chiesa in presenza dell'imperatore, che secondo una fonte avrebbe detto: "Gloria a Dio che mi ha fatto degno di questo! Ti ho superato, oh Salomone!"). Non furono veri e propri ingegneri ad erigere questa chiesa, ma professori di
matematica e filosofia. Infatti, i pilastri di sostegno della cupola argentea, non furono sufficientemente robusti per sostenere il peso della cupola di 31 metri di diametro.
Già
lesionati durante la costruzione, furono ulteriormente indeboliti dai terremoti del 553 d.C. e 557 d.C. Malgrado alcuni interventi di consolidamento, parte della cupola crollò una prima volta il 7 maggio 558 in seguito ad un terremoto. La chiesa venne riaperta al culto nel 563, dopo la costruzione di una nuova cupola più leggera ed innalzata di 9 metri per distribuirne meglio il carico; i lavori furono diretti da Isidoro il Giovane, figlio di uno degli architetti originari. La cupola fu ricostruita in seguito altre due volte, nel X Secolo e nel XIV secolo dopo altrettanti crolli. L'intento dell'Imperatore era di superare la gloria del pantheon di Roma e creare una cupola immensa come centro della cristianità. Anche se con esiti disastrosi, é arrivata fino a noi, la testimonianza di questo sogno, andando a vedere questa grande basilica, veramente magnifica.
Il mio viaggio nel documentario, finisce quì... By




vedere. Sotto le strade che conosco e frequento ci sono scavi archeologici che stanno tentando di riportare alla luce la meravigliosa e gloriosa antica Roma.
palazzo privato, tanto che non sono visitabili. Sono le vestigia dell'antico palazzo del tribunale eretto da Traiano, a cui é rimasto a noi come testimonianza solo la colonna. Il
Foro di Traiano era splendido, con marmi pregiati fatti portare anche dall'Egitto.
hai scattato, ma non é solo questo. E' l'anima, o meglio il ricordo emotivo di quello scatto, in cui ricordi di aver cercato di prendere una determinata angolazione, una luce, un sorriso, un'emozione, insomma qualcosa che
volevi "rubare" per poi rivederla e ritrasmetterla a chi avesse guardato le foto.
con altri fatti e con la lettura ancora parziale di questo libro, dove appunto si parla di assenza come "più acuta presenza". L'assenza é lontananza, separazione, silenzio, sofferenza...sentimenti che sono in agguato sulle nostre esigue certezze. E' proprio nel trionfo dell'assenza che sentiamo più acuto il vuoto, di chi e che cosa non sappiamo bene. Nella letteratura molte scrittrici hanno affrontato questo tema.
che narra in modo scorrevole e discorsivo com'è stata la guerra per una bambina ebrea di 12 anni.
Io che ho sempre "festeggiato" questo giorno, in ricordo di un'altra grande ingiustizia storica, quella di Beatrice Cenci.
sono ammalati di asma e malattie polmonari gravissime. Polvere sottile, cemento e vetro. Veleno e morte. Ancora.

Sono due mesi che mia sorella si é comprata il divano nuovo e non sono ancora riuscita ad andarlo a vedere, così ieri sera finalmente, ho visto questo benedetto divano nuovo, verde mela!!!! Non rosso, bianco, giallo, arancione... verde mela. E come si fa a trovare un regalo verde mela?!!! Cavolo é un colore difficile ed é buona creanza regalare qualcosa che si in "pendant" con il nuovo acquisto o lo richiami. Così per caso mi sono imbattuta in un bel vaso verde mela con dentro una piantina grassa verde chiaro. Credo sia stato proprio il regalo giusto. Sperando, che la gatta non decida di mangiarsi anche quella, dopo aver fatto fuori il basilico e la menta.