Torta di mele
( L'Origine du monde-
Gustave Courbet, 1866)
Museo d'Orsay - Parigi
Le mie fantasie (scusate la noia) hanno sempre e tutte una sola ambientazione storica, America fino ‘800. Guerra di indipendenza. Divise militari…
Non ho avuto una mamma che mi abbia insegnato a cucinare, ahime, e quindi ora sono in cucina, questa grande cucina di questa casa in campagna, ospite della mia amica.
Per fortuna gli uomini ospiti in questa casa si sono finora tenuti lontani e posso tranquillamente cominciare a prendere farina, uova e zucchero. Una grande ciotola di legno, un mestolo di legno, un coltello e comincio a sbucciare le mele. C’è silenzio e sento quasi la magia di un rito. Indosso un vestito di cotone lungo e sotto niente. Sono scalza e i piedi si intravvedono sotto il lungo vestito… Comincio a prendere gli ingredienti e un reverenziale piacere mi attraversa la schiena, mentre intorno a me è tutto uno svolazzare di farina.
Sento aprire la porta ed entrano alcuni ufficiali. Rimangono perplessi, forse attoniti di fronte alla scena, sicuramente insolita che gli si pone davanti. Visto che notoriamente sono una pasticciona, temo che la farina sia andata ben oltre i confini del mio spazio di lavoro e solo adesso noto un leggero strato bianco tutto intorno a me, sul pavimento e sul piano della cucina. Si siedono silenziosi con in mano le tazze del caffè. Prendono il bricco e cominciano a versarsi il liquido caldo e scuro nelle grandi tazze.
Imbarazzo. Sì imbarazzo... Non li conosco abbastanza e a dire il vero ho un grande potere su di loro. Io so che loro sono miei nemici ma loro non sanno che io non sono americana e che con la complicità della mia amica, sono entrata in questa casa, sotto mentite spoglie.
Sento di essere diversa dalle loro donne in molte cose e soprattutto nella sensualità che non riesco a non trattenere, che affiora in tutte le cose che faccio.
Apparenza.
Sì, loro sono abituati all’apparenza. Alle maschere che le loro donne indossano sempre, forse anche a letto. Hanno paura di essere donne vere, hanno paura di osare di far vedere cosa significa veramente avere il sangue caldo che ti scorre nelle vene.
Trattengono il respiro e furtivamente seguo il loro sguardo.
Hanno notato che sono scalza e forse si staranno chiedendo se sono matta.
“Posso osare di chiedere cosa state facendo”, mi domanda uno di loro.
“Una torta di mele…anche se è la prima volta e spero tanto che mi venga bene”.
“Ehmm… mmmh… chiedo venia, milady, ma non abbiamo potuto evitare di notare che siete scalza!”
Sorriso sorniona. Divertente. Sapevo che questo avrebbe creato sconcerto.
“Certamente. Sapete la cuoca di casa mia era francese” rispondo io.
(intanto penso: “Che stronza che sono… Ci stò godendo a tenerli sulla corda…).
“Ah, e allora?!!”…
“bè” rispondo io “mica si può fare l’amore con le scarpe!!”
“L’amore?!!”
Cavolo…mi stò proprio divertendo.
“Certo! La mia cuoca francese diceva sempre che fare la torta di mele è come fare l’amore…e quindi io ho deciso di stare scalza…”
Guardo in terra e vedo le orme dei miei piedi sulla farina sparsa sul pavimento…che strano. E’ erotico. E’ come se fossi un tutt’uno con la terra e con l’universo.
Mi sento così leggera e libera, forse anche il fatto che sotto il vestito non porto nulla.
Credo proprio di averli zittiti…sono esterrefatti e li guardo di sottecchi tanto per notare i loro sguardi e aver intuito che solo ora hanno realizzato che sotto il vestito non porto nulla.
Impasto con il mestolo di legno e lecco le dita, con un movimento finto innocente, dalla pasta cremosa e dolce.
Energia, forza, elettricità, respiri, pensieri…sento tutto questo intorno a me.
Un braccio mi circonda la vita e sento la forza e il calore del suo corpo che aderisce completamente al mio; chiudo gli occhi estasiata e vedo vicino a me un altro uomo che si avvicina e mi bacia le labbra, prima con delicatezza eppoi con passione. Sentirli entrambi sul mio corpo è fantastico, sento i loro respiri, le loro mani che mi eccitano e ancor di più gli altri sguardi che ci divorano golosi…sento la paura e il piacere che scorrono nelle mie vene e un brivido mi immobilizza, quasi per un attimo sopraffatta da tanto piacere. Le sue labbra sono sul mio collo e scrivono una scia calda e pulsante mentre sono vagamente consapevole che le loro mani mi stanno alzando la gonna del vestito. Un dito entra nella mia bocca e lo lecco con voglia per sentirlo quasi subito entrare dentro di me...ma ormai già sono un lago di piacere e desidero di più...molto di più...
...il continuo é troppo hard...mi fermo quì... (temo di aver perso il conto degli ufficiali!! he he)...
Cristiano Guitarrini
(Bella e notturna) olio su tela