venerdì, 28 dicembre 2007

La Felicità non dipende
da quello che ci manca...
ma dal buon uso che facciamo
di quello che abbiamo!!


manunta

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venerdì, 21 dicembre 2007

L'origine dell'abete come simbolo natalizio ci è narrata da molte antiche storie...  Una leggenda racconta di un uomo che in Alsazia, rientrando a casa la notte albero_natale_danesedi Natale, vide il meraviglioso spettacolo delle stelle che brillavano attraverso i rami di un abete. Per spiegare alla moglie ciò che aveva visto tagliò allora un piccolo abete e lo ornò di candeline accese. Nacque cosi il primo albero di Natale.
Si ha notizia di documenti che in Alsazia, nel 1521, autorizzano i cittadini a tagliare il loro albero di Natale, mentre una cronaca di Strasburgo del 1605 precisa che per Natale si portano in casa degli abeti, si mettono nelle stanze, si ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero e oggetti dorati.
Da allora la tradizione dell'albero si estese presso molti altri popoli del nord Europa e cominciò ad accompagnare la ricorrenza natalizia.
Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), pur non essendo propriamente di fede cattolica o protestante, amava moltissimo questa usanza e grazie a lui l'albero si impose a Weimar che era un importantissimo centro culturale dell'epoca. Nella sua famosa opera "I dolori del giovane Werther" (1774) l'albero di Natale compare per la prima volta anche nella grande letteratura.
Si sa che nel 1840 la principessa Elena di Germania, sposa del duca d'Orleans, preparò il suo albero di Natale alle Tuileries di Parigi, suscitando lo stupore della corte.
I primi addobbi di cui si ha notizia erano mele colorate ed ostie, con evidente significato religioso. Poi comparvero lumi, immagini,  rose di carta, ghirlande di fiori secchi. Alle ghirlande si unirono nastri e frutti colorati, poi le candeline, fino a quando, verso la metà del 1800, alcuni fabbricanti svizzeri e tedeschi cominciarono a preparare leggeri e variopinti oggetti di vetro soffiato che diventarono di moda e costituirono l'ornamento tradizionale dell'albero natalizio. Infatti nel 1848 apparve il primo ornamento in vetro, in Germania: si trattava di un "kugel", una larga palla cava all'interno, con dimensioni che variavano dai tre ai venti centimetri; le più piccole venivano utilizzate per decorare l'albero e divennero l'ornamento tradizionale dell'albero natalizio.
   Nel 1841, con l'arrivo alla corte inglese del Principe Alberto di Sassonia, marito di origine tedesca della Regina Vittoria, l'usanza di addobbare un abete di Natale si diffuse rapidamente in Inghilterra e poi in tutto il mondo. La Regina Vittoria (1819-1901) infatti, fece addirittura pubblicare un’ immagine del suo Albero di Natale su "Godey's Lady's Book", una celebre rivista dell'epoca.
Verso la fine del 1800 questa moda dilagava in tutte le corti europee tra le famiglie della nobiltà. Anche la Regina Margherita (1851-1926), moglie del Re d’Italia Umberto I°, ne fece allestire uno, in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l'albero divenne di casa tra le famiglie
aristocratiche italiane.
Nel nostro secolo assistiamo a una diffusione massiccia e capillare di questa usanza.albero_2
Molte tradizioni natalizie oggi appaiono un po’ indebolite, come la recitazione di poesie natalizie da parte dei bambini, il cantare insieme le canzoni di natale, le letterine che i bambini erano soliti inviare a Babbo Natale o Gesù Bambino elencando i regali desiderati, la preparazione in famiglia dei dolci tipici di Natale, etc. 
Ma l'albero ha resistito, anzi, ha rafforzato la sua posizione, sembra proprio che sia lui il vero simbolo di Natale
   Nelle case della maggior parte del popolo italiano l'albero di Natale è arrivato da pochi decenni. La sua diffusione massiccia si è avuta appena dopo la seconda guerra mondiale ed è dovuta alla presenza dei soldati americani, nell’immediato secondo dopoguerra. Negli USA infatti l’usanza dell’albero di Natale, poiché era nata tra i protestanti, era già molto diffusa.

 

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giovedì, 20 dicembre 2007

SAN_NICOLA_TURCHIASan Nicola fu vescovo di Mira. Era nato a Patara nella Lisia (Asia Minore). La storia ci dice che morì nell'anno 350. Ma perché é diventato un 'portatore di doni' ai bambini? E' la tradizione leggendaria a raccontare i fatti che fecero nascere questa usanza diffusa nel mondo. San Nicola, si racconta, venne a sapere che tre povere bambine della sua città, sarebbero state vendute come schiave, perché la famiglia non poteva assegnare loro una dote con la quale, divenute grandi, si sarebbero potute sposare. Allora il vescovo andò solo nella notte, fino alla casa delle povere bambine e posò sulla finestra tre sacchetti pieni d'oro. San Nicola vestiva di rosso. Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, vennero deposte a Myra fino al 1087. In quest'anno infatti vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari, città di cui divenne il santo protettore e che tutt'ora ne conserva le spoglie.
La festa di San Nicola veniva anticamente celebrata agli inizi di dicembre. Dopo la Riforma protestante, però, i tedeschi vollero attribuire a Gesù Bambino il ruolo di portatore di doni e spostarono la festa al 25 dicembre. Quando la tradizionale figura di Santa Claus si diffuse venne perciò associata al Natale stesso.

La decostruzione della figura di S.Nicola operata dal mondo protestante del Nord Europa non riuscì ad allontanare dal folklore popolare la memoria dell’uomo dei doni, ma la separò pian piano definitivamente dalla figura del Santo.

Credo che l’ostacolo della Riforma sia stato superato proprio perché egli era diventato una figura che andava al di là della Chiesa, era diventato parte integrante di ogni famiglia.
agrifoglio35Sin dal XIV secolo, ogni 6 dicembre, Nicola veniva a portare i doni ai bambini del Nord Europa, passando attraverso il camino. Era una figura molto popolare e molto amata e questo sembra avergli dato la forza di resistere durante un periodo in cui le immagini e le statue dei santi venivano rase al suolo, bruciate e distrutte.
 

L’origine pagana invece si riferisce alla leggenda di “Father Time” (Padre Tempo) e “King Winter” (Re Inverno), che vestivano di bianco, verde e anche azzurro. babbo_natale_azzurro

Anche il Dio vichingo Odino a dicembre si trasformava in “jul” ed è per questo che gli inglesi chiamano il Natale anche “Yuletide”.

Le leggende di Jul e Padre Tempo nel tempo si fusero creando “Padre Natale”.

Gli olandesi, nella cui lingua porta il nome di Sinterklaas, lo portarono nel Nuovo Mondo, in particolare nella Nuova Amsterdam, l’odierna Manhattan, e la pronuncia americana dell’olandese portò all’evoluzione linguistica da Sinterklaas all’odierna pronuncia anglosassone di babbonatalecocacolaSanta Claus. Nel frattempo, a cavallo fra l’Olanda e gli States, acquistò slitta, renne e campanellini, tipici del Nord Europa, nel periodo invernale. E’ nei primi decenni del 1800 che, per opera di un gruppo di scrittori americani, Santa Claus, oramai resosi completamente indipendente da San Nicola, pur conservandone la realtà del dono ed il nome, divenne popolare nella sua nuova forma. Il nome che Babbo Natale conserva tuttora nella tradizione anglosassone, Santa Claus, non viene più percepito come nome di un santo, pur essendone la chiara derivazione.

Fu la necessità di trovare, nel 1931, un veicolo pubblicitario per il lancio della Coca Cola ai fanciulli ed agli adolescenti, che spinse, infine, la Compagnia della famosa bevanda americana a vestire Santa Claus di rosso e di bianco, con la tonalità dei due colori rigorosamente identica a quelli della bibita che dovevano ricordare.

A partire dalla fine della II guerra mondiale Santa Claus-Babbo Natale si impose anche babbonatale_Cocacolanell’Europa meridionale, soppiantando tutte le ricorrenze regionali dei doni ai bambini legate ai santi, che avevano resistito nei secoli dopo la Riforma. Scomparve, così, in particolare l’usanza di fare doni ai bambini il 6 dicembre, giorno di S.Nicola, così come di farli il 13 dicembre, nella ricorrenza di S.Lucia. Anche la Befana porta i doni ai bambini ma anche carbone e dolci. Ormai tutti i bambini del mondo scrivono le letterine a Babbo Natale... chiedendo di esaudire desideri, sogni, portare giocattoli e doni.

Oh Signore!!! Ma io mi sono dimenticata di scrivere la lettere a Babbo Natale ... fatemi scappare!!

 

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venerdì, 14 dicembre 2007

Mi ha colpito senza preavviso un piccolo articolo di giornale, letto sul giornale di oggi. Un fatto di cronaca accaduto nel ’51 (che ovviamente non potevo conoscere essendo nata nel ’67)…miti_pretese

Un grave fatto di cronaca! L’intera scala di una palazzina di Via Savoia a Roma, crollò seppellendo una ragazza e ferendone altre 77.

Un piccolo esercito che si trovava lì perché avevano risposto ad un annuncio sul giornale, speranzose di trovare una modesta occupazione.
“Signorina giovane, intelligente, volenterosissima, attiva conoscenza dattilografia, miti pretese, per primo impiego. Cercasi. Presentarsi Via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11”.

E in duecento si presentarono, accalcandosi sul pianerottolo che per il troppo peso, schiantò.  

Ecco questa notizia del passato letta nel presente mi ha fatto tanta tenerezza e nello stesso tempo curiosità. Curiosità di andare al piccolo eliseo dove appunto in questo momento stanno dando uno spettacolo teatrale su questa storia “miti pretese”… Quattro ragazze che raccontano uno spaccato di quel giorno, le attese, i pensieri e soprattutto il tempo che fu.

Mi piacerebbe vederlo

 

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venerdì, 14 dicembre 2007


Adesso ho capito perchè adoro l'arancione!!!fiore_arancione

E' il colore del Sole, é il colore del Sagittario... é il mio colore!!!!
Indosso spesso questo colore... anche se adoro anche il bianco crema e  il blu...
NOn chiedetemi il nero... per me é sempre off limit!!
A proposito di Sole...
l'oroscopo dice che c
on l'ingresso apparente del Sole nel segno del Sagittario comincia la fase invernale: la natura non arresta il suo percorso ma è meno visibile e i semi sottoterra si preparano a ricominciare un ciclo vitale.
I nati in questo segno governato da Giove sono esuberanti, socievoli e incuriositi da nuovi contatti. Simpatici e ottimisti, sono disponibili alle sollecitazioni sociali, agli inviti, alle proposte di viaggio e all'amicizia. I loro interessi sono vastissimi ma quello che cercano è l'avventura evolutiva che costituisce l'essenza della loro esistenza.
Scelgono amici di un livello superiore: più colti, più ricchi e più famosi. Anche in amore fanno altrettanto. Per progredire si legano a persone che ritengono capaci di aiutarli. La loro innocenza, però, può tendere loro un tranello. A volte, si lasciano abbagliare dall'apparenza ma poi ci rimangono male quando si accorgono di aver dato fiducia o amore a persone diverse da quello che sembravano. L'esilio di Mercurio indica chiaramente il limite di cui devono prendere coscienza se vogliono evitare continue delusioni...
Vero, tutto vero!!!
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mercoledì, 12 dicembre 2007


La poesia baci

è il salvagente a cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio
delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventata così impenetrabile
che neanche l'aria riesce a passare.
E allora é lì che la mia anima vola
che si alza verso la luce
verso il sole...
COME L'ARABA FENICE
risorgo sempre dalle mie ceneri
sempre migliore, più bella e...
splendente
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lunedì, 10 dicembre 2007

Cosa, se non le torture

portano una mente alla follia

cosa, se non la mancanza di cibo e acqua

porta alla morte lenta e agonizzante

cosa, se non la violenza psicologica

porta alla completa distruzione dell'essere...

morteg

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venerdì, 07 dicembre 2007
...e io quest'anno ho voglia di fare un'albero diverso...l'ho trovato per caso, ma credo sia bellissimo!!!
Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici:
gli amici lontani e gli amici vicini,
quelli vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni
giorno e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti e quelli alterni,
quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire,
I nomi di tutti gli amici che sono passati nella mia vita. Un albero con radici molto profonde,
affinché i loro nomi non escano mai dal mio cuore; un albero con un’ombra molto grande
affinché la nostra amicizia, sia un momento di riposo
durante le lotte della vita.
             Grazie     albero_natale
              
                 
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venerdì, 07 dicembre 2007

Stamattina alla radio...
bella questa canzone oggi cantata con passione da Irene Grandi...

...non sai quanto amore sprecato
aspettando in
silenzio che tu
ti accorgessi di me
....

rosanera_sangue
rosanera_sanguerosanera_sangue

 

 

 

 

 

...come non ho amato mai... 

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giovedì, 06 dicembre 2007

Sono molto triste...stamattina ho sentito alla radio che un incendio, forse doloso, ha distrutto a Greccio la scena del Presepe vivente, proprio dove S.Francesco realizzo' nel 1223 il primo Presepe. Le fiamme avrebbero mandato in pochi minuti in fumo la vasta scenografia montata nel piazzale antistante il santuario francescano. ''Siamo disperati - ha detto il presidente della proloco, Giovannelli, che parla di danni intorno ai 20mila euro - ed il gesto compiuto forse da uno squilibrato rischia di far saltare la rievocazione del primo presepe vivente''. greccio_panorama
Greccio è un paesino di origine medioevale, a circa 15 chilometri da Rieti, arroccato su un monte a 700 metri di altitudine. Ci sono stata poco tempo fa in una giornata greccio_cellemonacilavorativa e per questo motivo deserto. Ricordo il silenzio di quel luogo e anche l'emozione di entrare in un posto così sacro e così rievocativo. Ignoravo (ahime... si) che il paese di Greccio è famoso in tutto il mondo perché San Francesco d' Assisi, narra la tradizione, nel 1217 nella notte di Natale del 1223 rievocò la natività istituendo il primo presepe vivente al mondo. Il Santuario del Presepe é uno dei monumenti più importanti nella storia del francescanesimo e a Greccio si può visitare anche la grotta del Presepe, il refettorio, il dormitorio (foto: celle dei monaci)  e una mostra permanente di presepi di tutte le fogge e tutti i tipi, ormai collezionati negli anni. Un posto davvero suggestivo dove portare i bambini e non solo... 

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