giovedì, 31 gennaio 2008
apiQualche mese fa in occasione di una conversazione con una mia amica, parlando di alimenti ogm, mi spiegò che il problema non era tanto il dover accettare o non accettare i cibi ogm, quanto le api. Si mi disse proprio così. I veleni e i pesticidi fanno morire le api. Rimasi perplessa e mi sentii anche un po' mortificata, visto che ignoravo la questione.
Quindi quando stamattina sul Corriere della sera, ho aperto l'articolo "scompaiono le api, colpa di clima e veleni", ho avuto praticamente conferma del discorso fattomi dalla mia amica.
Sembra purtroppo che nel mondo le api stiano morendo a milioni e questo non è solo un discorso di miele, apicoltori e via dicendo (quindi il danno per un apicoltore che vede morire le sue api), soprattutto è il segnale che qualcosa di veramente grave sta accadendo nell'ecosistema. L'ape è un bioindicatore, ai primi sintomi che qualcosa non va, muore. Quindi significa che qualcosa nell'equilibrio del nostro ecosistema si stà rompendo e sembra che non si possa vivere in un mondo senza api, perché queste piccole operaie concorrono in maniera determinante nella produzione di pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, cocomeri, zucchine, pomodori, soia e impollinando, inoltre, i prati di erba medica e trifoglio destinati agli animali da allevamento. Praticamente, facendo teorie catastrofiche (che sembra vadano tanto di moda ultimamente, non in ultimo il documentario trasmesso da History chanel sulla fine del mondo) se le api scomparissero, l'uomo morirebbe in pochissimi anni! Porca miseria…
Questo mi ha fatto venire in mente un film che vidi qualche anno fa, era della serie Star Trek e si ipotizzata un ritorno al passato perchè l'estinzione delle balene aveva alterato l'equilibrio dell'ecosistema in modo tale da determinare la distruzione del pianeta terra e quindi dovevano "rubare" una balena da portare nel futuro. Ricordo che questa ipotesi, ape2seppur fantastica, mi colpì molto, perché aveva messo nel destino e nelle mani di un animale il destino di un equilibrio e quindi del futuro, cosa che non ci chiediamo mai quando si estinguono alcune speci animali. Mi sembrò certo anche molto romantico che il canto delle balene potesse salvare il mondo, ma ora non posso fare a meno di pensare che una piccola ape potrebbe determinare il futuro del nostro pianeta!
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mercoledì, 30 gennaio 2008

greys_anatomy2Sarebbe bello se anche nella nostra realtà quando vediamo questi telefilm, pensassimo che nei nostri Pronto Soccorso ci fosse lo stesso ambiente “americano” che vediamo ormai troppo spesso in televisione. Come minimo ci sono 6 medici e il doppio di infermieri tirocinanti. Mia mamma sabato è dovuta andare al pronto soccorso del Policlinico Umberto I. C’erano quasi 100 persone mi ha detto lei e ha visto di tutto. Persone messe sulle lettighe nella sala e nei corridoi, un uomo che seduto aspettava di entrare e intanto era in ungreys-anatomy3 lago di sangue, donne sedute con le flebo attaccate perché erano finite le lettighe e di posti letto nei reparti nemmeno a pensarci. Il tutto gestito da un poveraccio che non poteva assolutamente far fronte a tutto questo. Ma il Pronto Soccorso non dovrebbe essere prioritario, dirottando magari medici dei reparti quando ci sono così tante persone?!! Mah… continuamo a vedere i film americani, che è meglio.

Se non fosse che poi sò pure "boni" come se dice a Roma ... vabbè almeno se rifamo l'occhi!!! greys_bello

 

E' questo é il famoso "Dottor Stranamore"... he he ...

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martedì, 29 gennaio 2008

la_bambina_col_cappottorossoA proposito del giorno della memoria, ho rivisto con interesse il film "Schinderl List" che avevo visto tanti anni fa. Solo che adesso ovviamente l'ho sentito in modo diverso, anche in base a quello che nel frattempo ho visto o letto. Quindi ho potuto fare il collegamento con un bellissimo libro che ho letto recentemente. Si intitola "La bambina col cappotto rosso" scritto proprio da quella bambina con il cappotto rosso che si vede sul film, nel ghetto di Varsavia, miracolosamente sopravvissuta al campo di sterminio. Ecco quindi che le storie si intrecciano e piano piano riempi tanti spazi e senti la risposta a tante domande. Per caso leggendo, ho anche saputo che quella bambina é la cugina del regista Roman Polasky. Il libro vi consiglio caldamente di leggerlo...se non lo avete fatto!! Perché solo la conoscenza e quindi il ricordo della sofferenza dell'Olocausto sarà in grado di farci costruire un'Europa diversa. MAI PIU'! 

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lunedì, 28 gennaio 2008

bolla_salaristIo che anelo alla montagna, non ci credo ancora cottegedi aver trovato un posto da fiaba, vicino Roma...
Per caso ieri girando per agriturismi sui monti tiburtini nel cercare un ristorante per prenotare la comunione della figlia della mia amica, abbiamo trovato un posto che sembra tagliare un pezzo di dolomiti. Abbiamo mangiato benissimo (...anche troppo) e veramente ho avuto la sensazione di essere in alta montagna e non in un bosco del Lazio... Pavoni bianchi, colorati e numerose femmine di pavone, passeggiano liberi sul tetto dello chalet o sul prato, regalando delle bellissime ruote ai nostri occhi. E l'odore dei pini, del bosco, della fattoria lì vicino,rendeva il tutto davvero molto irreale. Mitica la sala delle bambole, ma in verità tutti i saloni, anche quello rustico e panoramico sono da non perdere!!
Allora é vero che i sogni si avverano!! lacerraSaletta2

 

 

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venerdì, 25 gennaio 2008


...che cancelli la pena cuore_cerottodal mio cuore
per poter di nuovo sentire
la parola amorerosa_rossa_neve

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venerdì, 25 gennaio 2008

mitumbaPer caso leggendo un articolo su D di Repubblica, scopro di contribuire nel mio piccolo al fenomeno dell'usato-Mitumba. Non comprendo le persone che buttano gli abiti usati. Penso sempre che nella infinita catena del consumo, ci sono categorie che sono ben felici di usare abiti che tanto usati poi non sono.
Gli abiti usati vengono imballati e portati in Africa da varie associazioni, a volte l'unico modo, per un africano di avere un abito. In lingua swahili le chiamano mitumba. Che vuol dire semplicemente, se preferite maliziosamente, "balle". Gli africani pensano che gli indumenti del Primo mondo, passati di seconda mano nel Terzo, apparterrebbero a dead white men. Un nero vivo e vegeto non riesce infatti a concepire come qualcuno possa disfarsi di ciò che è ancora utilizzabile (come dargli torto, aggiungo...). Utile, necessario, prezioso anzi: se si considera che il 90 per cento degli africani si porta addosso vestiti "ereditati" grazie a questi "lasciti". Rassicurati nei timori di approfittare di un gesto ritenuto scandaloso da quella luttuosa dichiarazione di provenienza. I presunti firmatari del testamento, invece, prendano l'espressione per una formula di scaramanzia: il buon auspicio di una rinascita a ogni ricambio del guardaroba. La piccola pietosa bugia, mirata a scongiurare manie e sventare superstizioni è solo il più innocuo degli equivoci.
In fondo perché no, mi fa piacere pensare che una maglietta che a mio figlio stà piccola, donandola, possa far felice un bambino in un'altra parte del mondo!! 

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venerdì, 25 gennaio 2008


Mio figlio mi chiama per dirmi di cercargli una ricerca in internet, deve portare domani la Croce Rossa. Così per fortuna ogni tanto mi capita di imbattermi in cose che ignoro (figuriamoci...non é poi così difficile, sono davvero tante le cose che non sò).

Conosco a grandi linee la storia della croce rossa ma davvero non sapevo che fosse nata come Comitato dei cinque o Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti, per poi diventare il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa.

crocerossa_mezza luna

Originariamente solo la Croce Rossa doveva essere usata come simbolo della convenzione di Ginevra, ma le nazioni musulmane (principalmente l'Impero Ottomano, la futura Turchia) obiettarono e come risultato fu aggiunto un simbolo addizionale, la Mezzaluna Rossa.

Va specificato che il simbolo della croce non nacque con riferimenti religiosi: in origine era inteso come una versione a colori invertiti della bandiera svizzera, e voleva richiamare la neutralità della nazione.

Successivamente la Persia (l'attuale Iran) fece in modo che venisse aggiunto un Leone e Sole Rossi (sono i simboli della Persia) alla lista degli emblemi protettivi.  

Il Leone e Sole Rosso, pur essendo ancora previsto dalle Convenzioni di Ginevra, non è più stato usato dal 1980. L'Iran ha optato per la Mezzaluna Rossa, ma si è riservato il diritto di riutilizzarlo in qualsiasi momento.  

Israele ha richiesto l'aggiunta di una Stella di David Rossa, sostenendo che siccome i simboli cristiani e musulmani sono riconosciuti dovrebbe esserlo anche quello ebraico. Questo simbolo è stato utilizzato dalla società di soccorso israeliana, omologa della Croce Rossa, ma non è stato riconosciuto dalle leggi umanitarie internazionali. Il fatto che né la croce né la mezzaluna siano simboli religiosi è stato compreso da molte Società: ne sia prova, ad esempio, l'adozione della croce rossa da parte delle Società di Croce Rossa di Cina e Indonesia.

Il movimento della Croce Rossa ha rigettato la richiesta di Israele, poiché se allo stato ebraico (o a qualsiasi altro gruppo) venisse concesso un nuovo simbolo, non ci sarebbe fine alle richieste di nuovi emblemi da parte di gruppi religiosi o culturali. Questo contrasterebbe con l'intenzione originaria del simbolo della Croce Rossa, che era di avere un unico simbolo per segnalare veicoli ed edifici protetti su base umanitaria. Per rispondere al rifiuto, da parte di alcune nazioni, di accettare come emblemi la Croce Rossa o la Mezzaluna Rossa, è stato proposto di creare un nuovo emblema che sia accettabile da tutte le nazioni indipendentemente dalla loro cultura o religione.

Il movimento della Croce Rossa ha quindi sviluppato un nuovo simbolo, il cristallo rosso, all'interno del quale potranno essere inseriti i simboli locali o anche nessun simbolo. Il cristallo rosso è il simbolo ufficiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale dall'8 dicembre 2005, approvato con 98 voti favorevoli, 27 contrari e 9 astensioni.

 

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giovedì, 24 gennaio 2008

rosa_voce_amore

 Ho letto...

 

 

 

 

 


"L'amore é un reato. E' un mestiere faticoso, usurante, apparantemente poco remunerativo, e lo si pratica solo perché nessuno può vivere senza. Assomiglia a un vizio, a quelle pratiche proibite e clandestine che il buonsenso sconsiglia di compiere, e che però si compiono ugualmente. La cosa più tipica di un reato é che molto di rado - solo in caso  di follia o possessione o perdita di controllo - lo si commette una volta sola. Per lo più lo si fata_luceripete, come un errore. La reiterazione del reato é, per la legge, quasi più grave del reato stesso. Ma la matematica sentimentale non conosce l'addizione  e un errore non si somma mai al precedente: lo spinge solo un po' oltre.
In amore si ripetono gli stessi passi, inciampando nello stesso ostacolo, sbattendo contro la stessa persona (anche se cambia volto e nome) prima di capire che... solo il ricordo di un dolore intenso spezza l'automatismo del comportamento e induce a inventarsi una alternativa positiva." Temo che, sia vero!!

E' vero che siamo esseri contraddittori. Invochiamo la solitudine come un farmaco contro le ustioni del cuore e poi, quando l'abbiamo ottenuta, vorremmo tornare indietro, in quell'inferno dal quale siamo appena fuggiti.

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giovedì, 24 gennaio 2008

Quando i figli crescono é difficile trovare delle scuse per come_dincanto_1continuare ad andare a vedere film Disney...
Sei troppo grande per andare sola e così per fortuna ho amiche con le figlie ancora piccole in età disney (della serie che mio figlio mi manda a cagare...) ... 
La mia amica Flora non ama molto il cinema, così ne approfitto per portare sua figlia con me,
posso entrare solo se accompagnata da un minore... he he.
E' tanto che non vedevo una favola, ma giuro che sono state le due ore più spensierate da tempo e ho riso tanto ... Soprattutto riscopri una certa ingenuità nei sentimenti e una semplicità che solo una favola leggera può farti ricordare...
Bello e comunque essendo una assidua di Greys Anatomy non potevo certo perdermi un'altra interpretazione del dottor stranamore!!!
Questa canzone é una ficata... la consiglio senza indugio, almeno una volta a settimana!!
come_dincantoEppoi quale bambina (che rimane celata dentro di noi) non ha mai desiderato di incontrare una vera principessa!!
Per genitori e bimbi che hanno voglia di sognare ancora un po'...anche se solo per due ore!! :))

 

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mercoledì, 23 gennaio 2008

scarpe_rosseA volte, é con vero piacere che la sera apro un libro e mi immergo nella sua lettura. Questo libro l'ho scelto non solo perché é il seguito di una storia che ho amato molto, chiocolat di Joanne Harris, la magia di Vianne Rocher e della figlia Anouk , cioccolata, anticonformismo e il piacere, il sottile piacere delle non convenzioni, della libertà e dell'amore. Quindi non riuscivo a comprendere la sensazione di fastidio che ho provato leggendo le prime 80 pagine di questo nuovo libro. Non c'è più la magia, non c'è più la Vianne che conoscevo e questa nuova donna non mi piace, non la sento vicino, non la sento mia. Insomma mi ha stranito tutto questo. Pensavo di trovarmi dentro una storia familiare e invece mi sembrava di stare dentro un incubo. Ormai devo proseguire la lettura e la storia, ma con un senso di amaro in bocca. Peccato.

Spero di sbagliarmi. Ho amato questo libro per la sua bellissima copertina. Quella scritta rossa che mi ricorda tanto Harry Potter, la magia, il mistero, il medioevo e vicoli antichi, anche se la bambina con il mantello rosso mi ha inquietato e non capivo il perchè. Forse sentivo che qualcosa era cambiato e infatti non c'è più il mantello rosso svolazzante di Anouch e Vianne, vento magia e cioccolata. E le scarpe rosse...

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