venerdì, 29 febbraio 2008

Un mio amico ha fatto sul suo blog un post molto carino sui biscotti che bene o male si sono assaggiati in una vita. Questo mi ha fatto riflettere su una cosa che mi riguarda e forse non solo me, e cioè che ogni periodo della mia vita é stato scandito da una gentilini-osvegoparticolare colazione che mi ricorda quando ero bambina, adolescente, ragazza e donna. Nello specifico se penso alle mie colazioni da bimba mi ricordo di ciambelloni fatti in casa, pane burro e marmellata. Da adolescente ho un particolare ricordo di Oswego Gentilini e Bucaneve Doria. Poi c'è stato il periodo degli Atene Doria e dei Tarallucci Mulino Bianco. Poi sono arrivati tutti gli altri biscotti e le bucaneve-bimbimbicifette biscottate. Credo sia colpa del consumismo e della varietà sul mercato. I miei ricordi di bambina sono molto essenziali per quello che riguardano alcune cose, non solo i biscotti e la colazione, ma per esempio anche i giocattoli. Mi ricordo solo Cicciobello e la Barbie. Non c'era altro...

postato da: leggerevolare alle ore 10:34 | Permalink | commenti (14)
categoria:
mercoledì, 27 febbraio 2008

03 Me & Mr. JonesMe e Mr Jones

amy_3Sarò andata in fissa ma da ieri stò consumando questa canzone, così lenta, così calda, così sensuale...

Amy é veramente grande...forse in tanti avevamo bisogno ancora di questa musica, di questi ritmi, di questi soul e veramente sono bellissimi...

postato da: leggerevolare alle ore 09:30 | Permalink | commenti (6)
categoria:
mercoledì, 27 febbraio 2008

spaghetti_pomdoro_basilicoRoma, ore 13, ristorante del centro. Il menù, tutto italiano, prevede farfalle al sugo, gallinella in guazzetto, patate al forno, macedonia e un quartino di bianco. Tutto di ottima qualità. Vi siede goduti il pasto ma pensate al conto: 25 euro se vi va bene, ma si rischia di arrivare anche a 40-50 euro. Si vede che non siete degli habitué di Montecitorio. Altrimenti sapreste che per tutto questo pagherete solo 3 euro e 75 centesimi. Avete letto bene: 3,75 euro.
E' quanto spendono i parlamentari o i dipendenti della Camera dei deputati in un parlamentoristorante convenzionato, in piazza S. Silvestro, nel pieno centro di Roma. E non è l'unico: ce n'è un altro a due passi dal Pantheon, senza contare i due ristoranti interni a Montecitorio. Con la stessa cifra nel bar a venti metri di distanza un comune mortale riesce a comprare un tramezzino e una bottiglietta di acqua minerale.
Tu mangi e io pago
Lo "scoop" è del Giornale che ha infiltrato una sua giornalista tra le schiere di deputati, addetti e portaborse in pausa pranzo. Un breve viaggio in uno dei molti privilegi della "casta": gli onorevoli e i dipendenti interni sono quelli che pagano meno, ma anche i collaboratori dei politici (i famosi "portaborse"), i consulenti e i giornalisti accreditati se la cavano con cifre di poco superiori e comunque ridicole rispetto ai prezzi correnti.
Chiaramente il costo di questi pasti per il ristoratore è di gran lunga superiore. Nel ristorante sopra citato la convenzione prevede che per ogni pasto consumato da un parlamentare Montecitorio paghi 11 euro. Una cifra contenuta anche perché il numero dei coperti garantiti è notevole. Tuttavia questo significa che più di 7 euro per ogni pasto di un onorevole sono a carico dei contribuenti. Cifra che aumenta per il ristorante interno a Montecitorio dove un deputato paga in media 12 euro e il pasto ne costa il doppio. E sebbene la categoria non abbia stipendi da fame, la differenza è coperta con denaro pubblico. Nel solo 2007 la ristorazione della Camera ha avuto un costo complessivo di 5,2 milioni di euro, di cui 3,8 milioni a carico dello Stato.
Ma questo probabilmente non basta ad assolvere la classe politica agli occhi della famosa casalinga di Voghera che stenta ad arrivare a fine mese...

 

postato da: leggerevolare alle ore 08:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 26 febbraio 2008

amyOggi voglio farmi un piccolo regalo... e questa canzone riesce a farmi volare ...i piedi e la mente e amy_2farmi cantare con la gioia nel cuore...ma soprattutto ballare ballare ballare

 BacK to black05 Back to Black

buon ascolto!!

...e soprattutto buon viaggio... questa canzone é così sesy... irresistibile e disperata 

Per curiosità sono andata a cercare la traduzione in italiano

...Ti amavo tanto
Non era abbastanza
A te piaceva la coca e a me il fumo
E la vita è come una canna fumaria
E io sono un minuscolo penny che prova a risalirne le mura

Ci siamo detti addio solo a parole
Io sono morta un centinaio di volte
Tu torni da lei e io ritorno da
Io ritorno in
Amy Winehouse - Back to black - Traduzione
Nero …
Nero …
Ci siamo detti addio solo a parole
Io sono morta un centinaio di volte
Tu torni da lei e io ritorno da…
Io ritorno in nero...

postato da: leggerevolare alle ore 11:09 | Permalink | commenti (7)
categoria:
lunedì, 25 febbraio 2008

rosso_pompeiano2Avendo letto del rosso pompeiano che in verità sarebbe stato blu, non ho resistito e sono andata a vedere “Rosso Pompeiano” a Palazzo Massimo, una delle sedi del Museo Nazionale Romano insieme a Palazzo Altemps, le Terme di Diocleziano e la Crypta Balbi (infatti il biglietto è unico). Purtroppo non sono potuta andare a vedere le Terme di Diocleziano, che incredibile a dirsi, ci sarò passata davanti mille volte, ignorando che stavano proprio lì.
L'edificio di Palazzo Massimo sorge su un luogo precedentemente occupato da Villa Peretti, la dimora costruita da Sisto V e di proprietà della famiglia Massimo, poi erosa dalla costruzione della stazione ferroviaria di Termini e definitivamente demolita nel 1883. Il palazzo sorge proprio tra il 1883 e il 1887, su progetto dell'architetto Camillo Pistrucci, in stile neo-cinquecentesco, a sei piani ed è stato sede, per quasi un secolo, di un prestigioso istituto di istruzione religiosa dei padri Gesuiti. Adibito in parte a TN_romeguide_palazzomassimo02ospedale militare, il palazzo ospitò durante la seconda guerra mondiale circa 30.000 feriti, per poi tornare alle funzioni scolastiche fino al 1960. Lo Stato ha acquisito per 19 miliardi l'edificio nel 1981, esercitando il diritto di prelazione, con l'obiettivo di trasformarlo in sede museale. Il piano terreno ospita opere artistiche del periodo compreso tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale (II sec. a.C. - I sec. d.C.), periodo fondamentale nella storia romana in quanto segna la definitiva conquista dell'area mediterranea e del mondo di cultura greca. Il contatto diretto con le espressioni artistiche del mondo greco-ellenistico e l'influenza sul gusto dei committenti romani sono documentati da una scelta di ritratti, statue-ritratto e rilievi, tra i quali si segnalano per importanza la statua dei cosiddetto Generale di Tivoli e la statua di Augusto in veste di pontefice Massimo, dalla via Labicana. Alcuni originali greci rinvenuti nell'area degli Horti Sallustiani (oggi quartiere Ludovisi), giardini che erano appartenuti a Giulio Cesare, testimoniano il fenomeno dell'appropriazione di opere dell'età classica provenienti da città e santuari della Grecia e della Magna Grecia. Dalla conoscenza diretta delle opere dell'arte greca dell'età classica ed ellenistica (V-III sec. a.C.) si sviluppa la grande produzione scultorea copistica d'età romana. Nel primo piano ermafrodito_pal_massimosono allestite molte opere di questa produzione che decoravano edifici pubblici ma anche le residenze degli imperatori e della classe dirigente. Tra le sculture esposte, si ricordano la Fanciulla di Anzio, l'Efebo da Subiaco, l'Ermafrodito, l'Afrodite accovacciata da Villa Adriana. Vi sono anche conservati altri capolavori della scultura classica come l’Augusto in veste di pontefice, la Niobide degli Horti Sallustiani, il Pugilatore in bronzo,varie copie romane di sculture greche come il famoso Discobolo Lancellotti; l’Ermafrodito dormiente, la Venere prima del bagno di Doidalsas, l’Apollo dal Tevere copia di un originale del V secolo a.C. probabilmente dell’officina di Fidia. Nella sezione dei bronzi sono esposti quelli delle navi di Nemi e il Dioniso dal Tevere. Nel secondo piano del Museo sono allestiti alcuni tra i più noti complessi decorativi di età romana, che testimoniano il lusso con cui gli ambienti di abitazione venivano arricchiti e ampliati in modo illusionistico. Sono conservate le pitture di ben nove ambienti, quattro dei quali ricostruiti interamente, che rappresentano una delle testimonianze più raffinate della decorazione pittorica romana, attribuibile alla fase di passaggio tra il "secondo" ed il "terzo" stile pompeiano, databile intorno al 20 a.C. Tre degli ambienti ricostruiti, i cosiddetti cubicula, ovvero le antiche camere da letto, conservano anche bellissime volte decorate in stucco acromo. mosaico_pal_massimo

In questa sezione è possibile ammirare esempi di pavimenti geometrici in bianco e nero dell'età repubblicana, spesso abbelliti da quadretti centrali a mosaico minuto di tradizione ellenistica, vicino alle più complesse figurazioni policrome dell'età imperiale, sia geometriche sia figurate, in un itinerario sintetico che ha pochi precedenti. L’ultimo piano è dedicato alla straordinaria esposizione di affreschi e mosaici, fra i quali gli affreschi del triclinio della Villa di Livia e quelli della villa detta della Farnesina. La mostra offre un'ampia panoramica sulla pittura romana del "periodo aureo" tra il I sec. a. C. e il I sec. d. C., presentando un centinaio di riquadri della collezione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, distaccati fin dal XVIII secolo dalle pareti degli edifici delle città vesuviane, e gli affreschi delle stanze di Moregine e della Casa del Bracciale d'Oro di Pompei, rinvenuti in scavi recenti e ricomposti nelle reali dimensioni. Le opere, si affiancano alle pitture della collezione permanente del Museo Nazionale Romano, quali la Villa di Livia di Prima Porta, la Villa della Farnesina e la villa di Castel di Guido, offrendo un'occasione unica per confrontare la produzione di Roma con quella delle città campane.
Non sapevo che Palazzo Massimo fosse così grande e davvero ben ristrutturato, i suoi saloni non sembravano finire mai. E' stato molto bello...

postato da: leggerevolare alle ore 10:44 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 22 febbraio 2008

pasta_e_fagioliE’ da pochi giorni che mi sono accorta di una cosa. Sapete come funziona. Si fa la stessa strada per talmente tanto tempo che non si notano più i particolari, eppure una mattina, ferma al solito semaforo sul lungotevere, davanti la “bocca della verità” per immettermi sul ponte dell’isola tiberina che mi permette di tornare indietro, direzione porta portese, ho notato nel giardino pubblico, un barbone, seduto su una panchina di marmo, completamente vestito da sacchi di plastica nera per proteggersi dal freddo. Vista però la temperatura mi sembrava davvero impossibile che un uomo potesse stare fermo in quel posto. Il giorno dopo e quelli a venire ho fatto caso se era ancora lì e per prima cosa mi sono domandata come facevo a portargli qualcosa di caldo. Forse però ho anche pensato, sicuramente per mangiare all’ora di pranzo si alzerà da lì, insomma lì vicino ci sono delle suore che danno il pranzo ai poveri tutti i giorni. Dentro di me però si insinuata la paura di avvicinarmi a lui. In fondo, mi sono detta, se è una persona che ha deciso di vivere così deve essere un po’ folle (o forse i folli siamo noi). Facendo lo stesso tratto in vari orari mi sono resa conto che lui è praticamente sempre seduto su quella panchina con un sacco nero vicino. Ieri ho visto una coppia di turisti che parlavano tranquillamente con lui e mi è sembrato tutto tranne che pazzo. Così mi sono ripromessa di trovare il coraggio e il tempo (magari nella pausa pranzo) di portargli qualcosa di caldo. Il fatto è che dovrei anche trovare qualcuno che mi accompagni, magari un uomo. Mi piacerebbe farlo e parlare con quell’uomo. Non so nemmeno io il perché…mi sento di fare così.

postato da: leggerevolare alle ore 09:12 | Permalink | commenti (8)
categoria:
giovedì, 21 febbraio 2008

mancuso_libro_animaQuesto argomento ieri é stato introdotto sotto il post di Socrate e per coincidenza proprio ieri sera su LA7 nella puntata dell'Infedele stavano parlando del libro di un teologo, Vito Mancuso, "l'anima e il suo destino". Lui é docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. Ha lanciato quindi una sfida al Papa e alla Chiesa, dicendo in poche parole questo, io sono cattolico e cristiano, perchè voglio mettere la mia intelligenza e la ragione a servizio del mio credo, senza rinnegare la sua fede ed essere dichiarato eretico.
Sostanzialmente lui dice di credere nel principio scientifico della creazione e l'anima non muore e non rinasce con la resurrezione, ma cammina nel tempo, si evolve incarnandosi in varie vite. L'immortalità dell'anima non sarebbe legata dunque ad alcun atto divino unilaterale, né all’evento della resurrezione di Cristo né la morte sarebbe entrata nel mondo a motivo di un peccato originale.
L’opera di Mancuso è una coraggiosa avventura teologica, in cui egli chiama a compagna ed interlocutrice la coscienza laica (“quella parte della coscienza, presente in ogni uomo, credente o non credente, che cerca la verità per se stessa e non per appartenere a un’istituzione; quella parte della coscienza che vuole aderire alla verità, ma vuole farlo senza alcuna forzatura ideologica, di nessun tipo, e se accetta una cosa, lo fa perché ne è profondamente convinta, e non perché l’abbia detto uno dei numerosi papi, o uno degli altrettanti numerosi antipapi della cultura laicista”).
Quindi si apre un confronto e una richiesta, poter parlare di anima immortale e scienza dell'evoluzione senza essere per forza bollati come eretici. Un compromesso che chiede il credente moderno di fronte alle scoperte della Scienza. Sarà plausibile
ciò?
 
Sostanzialmente per fondare una teologia che non arretri di fronte ai risultati della scienza e al metodo critico della filosofia e che sappia unificare i contenuti dell’una e dell’altra in un sapere unitario costruito con un discorso razionale e teso alla conquista della verità.

postato da: leggerevolare alle ore 13:02 | Permalink | commenti (12)
categoria:
mercoledì, 20 febbraio 2008

Nel senso di monnezza e non ...amore!!
Ieri pomeriggio ho chiamato il numero verde amatestata_homedell'Ama e ho fatto presente che la campana azzurra (quella del riciclaggio plastica etc) era stracolma da settimane e ormai i sacchetti fuori non si contavano più, come il pedale rotto al cassone verde e quindi la richiesta di una squadra per spazzamento strada.
amaIncredibile ma vero, questa mattina quando sono uscita da casa, c'era un tecnico con un piccolo camioncino che stava aggiustando il pedale, la campagna azzurra era stata scuotata e la strada spazzata!! Uhaooooo dico! Certo dovrebbero farlo senza che un cittadino debba telefonare al numero verde per avere qualcosa che dovrebbe essere di norma, ma almeno ha funzionato e il fine é stato raggiunto!! Ovviamente non é la prima volta che telefono...ma così é, se vi pare...diceva Pirandello!! 
 

postato da: leggerevolare alle ore 15:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 19 febbraio 2008

socrate_testa_museo_louvreMi chiedo come sia potuto accadere nel mondo occidentale che il pensiero greco sia stato sconfitto e sostituito da quello giudaico_cristiano, per cui la morte è dolore e non il semplice completamento e chiusura di un ciclo. L’importante è aver vissuto bene.
Come l’ipocrisia del pensare il contrario abbia potuto prevalere sugli uomini è un mistero, se non pensare che la ragione e la giustizia abbiano fatto davvero tanta paura anche nel passato.

Nel Vangelo di Marco si cita Gesù nell’orto di Getsemani, mentre cominciava a tremare e a esser preso d’angoscia tanto poi da urlarlo sulla croce “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? (Eloi, Eloi, lamà sabactani?).

Di altra natura fu invece la morte di Socrate, dove nelle sue parole non c’è traccia di angoscia o senso di disperazione per una vita giunta alla fine ma solo coerenza di un insegnamento di vita. Quindi l’insegnamento di una vita giusta e vissuta nel bene per il bene comune come premio vero dell’animo e della persona. Di fronte a questo che importanza poteva avere la morte? Invece ci affidiamo oggi a speranze ultraterrene (la resurrezione) per un puro desiderio egoistico di immortalità che però non è giustificato se non da un alto concetto di noi, visto che con  il perdono possiamo anche non aver avuto una retta via, ma il condono per il “dopo”.
E allora perché il pensiero greco non si è sparso nel mondo? Forse perché non aveva niente di divino? Ma in verità non è così visto che Socrate non era ateo, ma anzi affermava di credere in una particolare divinità, figlia delle divinità tradizionali, che egli chiamava dàimon. Questo termine (Δαίμων), che noi impropriamente traduciamo con demone, in realtà va inteso in modo diverso. Il daimon per i greci era un essere divino inferiore agli dei ma superiore agli uomini (una sorta di spirito, un demone benevolo). Socrate si diceva tormentato da questa voce interiore che si faceva sentire non tanto per indicargli come pensare e agire, ma piuttosto per dissuaderlo dal compiere una certa azione. Socrate stesso dice di esser continuamente spinto da questa entità a discutere, confrontarsi, e ricercare la verità morale.(Kant paragonava questo principio all'imperativo categorico, alla coscienza morale dell'uomo.)

Interessante è il concetto socratico di ingiustizia : essa non danneggia chi la subisce , ma chi la commette . La giustizia infatti dà un senso di piacere interiore e chi è ingiusto perde questo piacere , mentre chi subisce l'ingiustizia continua a provarlo .

Per Socrate l'importante non è vivere , ma vivere bene : quando la nostra anima è sana , giusta , allora anche noi stiamo bene

Pur avendo problemi con la politica , Socrate non dice che vada abolita . Prima dell'esecuzione della pena capitale , a Socrate era stata presentata la possibilità di evadere dal carcere , ma lui si era rifiutato : in lui infatti vi era il massimo rispetto per la legge , che non si deve infrangere in nessun caso . La legge può essere criticata , ma non infranta : di fronte ad una legge ingiusta non bisogna infrangerla , ma bisogna battersi per farla cambiare . Socrate afferma che sarebbe stato suo dovere far cambiare la legge e che non essendoci riuscito è giusto che lui muoia . Gli Ateniesi sono convinti di essersi liberati di Socrate avendolo eliminato fisicamente , ma in realtà per liberarsene completamente avrebbero dovuto " ucciderlo filosoficamente " , cioè batterlo a parole. Paradossale fondamento del pensiero socratico è l'ignoranza, elevato a movente fondamentale del desiderio di conoscere. La figura del filosofo secondo Socrate è completamente opposta a quella del saccente, ovvero del sofista. Le fonti storiche che ci sono pervenute descrivono Socrate come un personaggio animato da una grande sete di verità e di sapere, che però sembravano continuamente sfuggirgli. Egli diceva di essersi convinto così di non sapere, e di essere completamente ignorante.
Innegabilmente é
stato uno dei più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale. Il contributo più importante che egli ha dato alla storia del pensiero filosofico consiste nel suo metodo d'indagine: il dialogo che utilizzava lo strumento critico dell'elenchos (confutazione) applicandolo prevalentemente all'esame in comune (extazein) di concetti morali fondamentali. Per questo Socrate è riconosciuto come padre fondatore dell'etica o filosofia morale e della filosofia in generale.

Il motto "ΓΝΩΘΙ ΣΑΥΤΟN" (Gnòthi Sautòn, «Conosci te stesso»), risalente alla tradizione religiosa di Delfi, voleva significare, nella sua laconica brevità, la caratteristica dell'antica sapienza greca: quella dei sette sapienti. Il significato originario, dedotto da alcune formule a noi pervenute (Nulla di troppo, Ottima è la misura, Non desiderare l'impossibile), era quello di voler ammonire a conoscere i propri limiti, «conosci chi sei e non presumere di essere di più»; era dunque una esortazione a non cadere negli eccessi a non offendere la divinità pretendendo di essere come il dio. Del resto tutta la tradizione antica mostra come l'ideale del saggio, colui che possiede la sophrosyne (la saggezza), sia quello della moderazione. 

Il termine maieutica viene dal greco maieutiké (sottinteso: téchne). Letteralmente, sta per "l'arte della levatrice" (o "dell'ostetrica"), ma l'espressione designa il metodo socratico così come è esposto da Platone nel Teeteto. L'arte dialettica, cioè, viene paragonata da Socrate a quella della levatrice, il mestiere di sua madre: come quest'ultima, il filosofo di Atene intendeva "tirar fuori" all'allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti volevano imporre le proprie vedute agli altri con la retorica e l'arte della parola come facevano i sofisti.

Socrate, a differenza dei sofisti, mirava a convincere l'interlocutore non ricorrendo ad argomenti retorici e suggestivi, ma sulla base di argomenti razionali. Socrate si presenta così come una persona anticonformista, che in opposizione alle convinzioni della folla rifugge il consenso e l'omologazione: garanzia di verità è per lui non la condivisione irriflessa, ma la ragione che porta alla reciproca persuasione.

Il fatto che Socrate preferisse il discorso orale a quello scritto è il motivo per cui egli era stato confuso con i sofisti. Secondo Platone è questa una delle colpe di Socrate: lui che era vero sapiente si dichiarava ignorante e i sofisti, veri ignoranti, facevano professione di sapienza.

Socrate invece voleva piuttosto verificare e smascherare se sotto quell'ideale educativo non vi fosse quello di addormentare le coscienze critiche a scopi di potere personale. 

 

postato da: leggerevolare alle ore 12:56 | Permalink | commenti (41)
categoria:
venerdì, 15 febbraio 2008

falcoGli aeroporti pugliesi di Bari, Brindisi e Foggia, già dotati di un servizio di «falconeria» per l'allontanamento dei volatili che possono creare problemi in fase di decollo ed atterraggio dei veivoli, si sono dotati anche di un servizio «aquila» contro eventuali problemi causati dalla presenza sulle piste di volpi e lepri.

Il Falconiere Fabio Ferri opera con “cheyenne” , 5 metri di apertura alare che è al momento l’unica in Europa addestrata al compito di allontanare animali intrusi sulle piste.

Negli Stati Uniti si preferisce ricorrere ai cani, soprattutto border collie.acquila_2

Sembra che a breve anche Madrid seguirà l’esempio Italia.

Anche se sembra una favola...é tutto vero!!

Ogni tanto una notizia che fa sorridere...

Scusate, poi stamattina non sono in vena. Hanno portato mia mamma in ospedale, con l'ambulanza dall'ufficio, per l'ennesima lite con il capo del personale. Sono già 5 volte che succede e con la pressione a 300 ho avuto veramente paura di una cosa brutta!!

Chi ha detto che il lavoro nobilita l'uomo?!! Per le donne é sempre la stessa storia... tanto non le ascolta nessuno.  

postato da: leggerevolare alle ore 14:12 | Permalink | commenti (5)
categoria: