







Il fatto di aver deciso di non avere ancora una macchinetta digitale ma le vecchie foto stampate, mi comporta anche il caso e il fatto di terminare e quindi sviluppare il rullino dopo un po' di tempo dall'evento o dalla gita o dal viaggio. 
Così ieri ritirando le foto di un recente viaggio a Palestrina, mi sono resa conto che c'erano ancora alcune foto di Assisi. Solo molto belle, perchè fatte alle persone che abitano la cittadina e partecipano semplicemente camminando nelle vie in costume.
E' stato così emozionante...
E' come tornare indietro nel tempo per un giorno, per un attimo, per un momento e vedere anche intere famiglie vestite in abiti d'epoca.
Ricreare poi l'ambiente di taverne e piazze è stato un'altro piccolo tocco di artista in questa rievocazione del Calendimaggio ad Assisi.
Il biglietto per vedere le giostre e i tornei costava davvero molto... così per quest'anno ho saltato.
Ma... stò mettendo da parte i soldini per il prossimo anno. MI piacerebbe molto tornarci con tutta calma, magari rimanendo due giorni.
Comunque ho notato leggendo quà e la che le rievocazioni storiche in borghi medievali, soprattutto in questo periodo, sono davvero molte e quindi basta cercare per immergersi in vecchie atmosfere storiche e passare davvero una giornata indimenticabile... magari in buona compagnia.
Perchè mai un cervo impaurito deve essere abbattuto se entra in una città e capita che investe e ferisce involontariamente delle persone? Per fermarlo? Si poteva narcotizzare.
E quindi a noi bambini le mamme ci dicono... "di non andare nel bosco"... e a loro le loro mamme diranno ..."di non andare in città"...

...stamattina ho trovato questo libro davanti il cassonetto della spazzatura. Insieme ad altre carte e fogli qualcuno lo aveva buttato dentro una grande busta che si è rovesciata. Orrore!! Non potevo assolutamente laciarlo lì a morte certa. Così l'ho raccolto e credo che lo leggerò...
Perchè buttare i libri? Si possono regalare, abbandonare o donare in una biblioteca. Che grande delitto.
Nemmeno quando ho odiato un libro (e mi è accaduto) non l'ho destinato a questa fine ingloriosa. Anche se brutto e non degno della mia stima o attenzione o solo di un commento, non ho mai gettato libri nella spazzatura.
Trovo questo quadro di una bellezza struggente...
TEmpo di estate, di letture veloci, di giornali con i loro allegati e tanto altro... 
Con IO DONNA del sabato e giovedì escono i CORTI DI CARTA. Una serie di racconti inediti di vari scrittori. Sono libricini che si leggono in poco tempo ... Per curiosità, ne ho comprati due. Uno é un racconto di Adrea Vitali "Il Pianista".
Delizioso racconto di una festa di paese dove tra leggenda e fantasmi, vino e l'incontro con i morti che un giorno all'anno tornano a raccontare e raccontarsi per i vivi che li vogliono vedere... scorre che é una bellezza.
Il secondo libricino che ho letto è invece una storia di Milena Agus "Il vicino". Quando parlo di coincidenze dei libri che mi capitano in mano non scherzo. La protagonista di questa storia è una single con un figlio e sono rimasta molto perplessa che questa scrittrice abbia messo su carta i pensieri che io ho e ho avuto spesso. Allora forse non sono poi così strana...se ci hanno scritto un racconto.
Buone letture estive a tutti.

A leggere il giornale oggi, viene il pensiero di quanto sia stata poi in verità fortunata Cappuccetto Rosso, visto che in Abruzzo, un motociclista ha preso e investito in piena notte un lupo che attraversava la strada ed entrambi sono poi morti. 
Deve essere stato un impatto terribile e nessuna favola e archetipa paura poteva prepararci anche a questo ennesimo fatto... "che é molto pericoloso incontrare un lupo di notte"...soprattutto se lo investi e sei in moto... Altro che sanpietrini di Roma...
Oggi comunque deve essere la giornata degli animali, visto che un'altra notizia curiosa mi ha fatto invece simpaticamente ridere.
Ieri notte sembra che un piccolo squalo, portato da un'onda abbastanza alta, sia entrato dentro una piscina affacciata sull'Oceano in Australia. Posso solo lontanamente immaginare la scena dei primi bagnanti che ignari, si sono tuffati all'alba e nuotando si sono accorti, ahimè, di non essere soli!! Credo che sia effettivamente il primo caso al mondo di uno squalo in piscina, anche se per fortuna non é successo nulla. Lo squaletto é stato catturato e riportato al mare...
Ieri sera per caso, girando per i canali tv, ormai troppo tardi, mi incollo su un film storico già iniziato, “Amistad”. Il mondo visto dagli occhi di un nero, o forse è meglio dire la sofferenza vissuta sulla sua pelle. La disperazione di uomini neri catturati nelle loro terre e portati via, lontani da ciò che li rende forti, per essere picchiati, schiavizzati, umiliati, denudati nel corpo e feriti nello spirito.
raccontano. Perché loro hanno un nome e ognuno una storia e ognuno una sofferenza di prigionia da raccontare. E’ così straziante che per un attimo avevo dimenticato. Si dimenticato. E ho visto – come in un flash - quelli che arrivano disperati a Lampedusa, anche se non sono in catene, ma disperati si. Ecco. Il merito del cinema se non altro è quello di far ricordare e rivivere, cose elementari che dovrebbero sempre essere dentro di noi, perché rappresentano la nostra storia e quindi le nostre origini e quindi la memoria. Si la memoria del passato.
baserà la difesa definitiva e quindi l’epilogo positivo di questa storia. Ma, in questo film, i diversi punti di vista sono tenuti in forte considerazione e associati ai personaggi che spesso rappresentano oltre a sè stessi un’istituzione. Quindi questa causa sugli schiavi e la loro libertà è purtroppo carica di altri significati perché incarna le ragioni del nord contro quelle del sud, cercando di pilotare e strumentalizzare la questione a favore o contro la schiavitù. Al di là della sentenza l’America comunque si avvierà verso la guerra di secessione e la fine delle pretese dell’infanta di Spagna (regina a 11 anni) sul diritto di schiavitù e della nave portoghese che aveva rapito gli uomini per venderli al mercato degli schiavi di Cuba.
frase “se avessi potuto…” – dice non esiste, nella nostra lingua, una cosa o si fa o non si fa – perché non esiste il forse…e il negro furente urla “ma che paese è mai questo che fa decidere una cosa e dire che non è subito dopo?”…in fondo per la legge semplice di un capo che decide si e no non si può concepire diversamente, la sacralità quasi intorno alla figura del capo, venerato e obbedito e stimato, perché il più valoroso del villaggio.