venerdì, 26 settembre 2008
9 e 30 di sera
Preparo una lasagna per il giorno dopo, la cuocio, così domani è solo da scaldare quando mio figlio torna da scuola a pranzo e ha una fame da lupo... (of course) meglio non rischiare che intrugli...lasagna
Però la curiosità e la gola (soprattutto il profumo...) sono troppo forti e quindi, perchè no, ne assaggiamo un pezzettino...non si resiste
La mattina mio figlio dice niente scuola, ho mal di pancia... bla bla bla
ok facciamo finta di crederci ... rimani a casa... riguardati, io vado al lavoro...ci sentiamo al telefono... (ho pensato sicuramente un compito non fatto...penso)...
in macchina mando un sms.... 2non bere il latte freddo (un vizio di famiglia!!) altrimenti ti senti male...
Arrivo in ufficio e telefono... come stai?... "Ah, mamma, ho vomitato"... Mannaggia ... mangia in bianco e stai a riposo...
 
A cena mi pregusto l'idea della lasagna riscaldata in forno... apro il forno e ... "è vuoto"!!!
Tesoro scusa, ma la lasagna?!!!
 
"ah, mamma, l'ho mangiata per colazione, per questo che poi ho vomitato..."... MI HAI DETTO DI NON BERE IL LATTE!!!"... scusa
 
CHE SODDISFAZIONE!!!! CUORE DI MAMMA...
MI SEMBRAVA STRANO CHE AVEVA FATTO QUELLO CHE GLI AVEVO DETTO!!!!
imbroglio
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mercoledì, 24 settembre 2008

Mi prende totalmente... he he secondoLucrezia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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lunedì, 22 settembre 2008
 Sono anni che leggo D donna della Repubblica e con curiosità e piacere ho sempre letto la pagina di Concita De Gregorio. Pochi giorni fà leggo il suo addio e il giorno dopo leggo che farà il direttore dell’Unità. L'ho letta per anni, rivelando molto di lei e della sua sensibilità. Sono convinta che farà un bel lavoro… Comunque dico questo perché mi è ricapitato per le mani, un articolo di Concita che parla di una domenica di sole a Roma, particolare e per caso unica.
Parla di una signora simpatica con i capelli rossi, Fanny Rubio, che a Piazza Navona, donchis1ld2nella sala lettura dell’istituto Cervantes, faceva leggere la versione integrale del Don Chisciotte, una domenica mattina, invitando curiosi e turisti ad entrare. Venite a leggere? Pochi minuti a testa. Una maratona, 48 ore, una festa, un gioco. Una di quelle iniziative non pubblicizzate ma che rimangono nel cuore di chi è stato così fortunato da capitare lì.
Fanny Rubio è docente di filologia romanza all’università di Madrid, ora direttrice dell’istituto Cevantes.
Si poteva leggere in italiano o spagnolo e a ciascuno veniva data in dono una copia del libro, portachiavi o segnalibri. Tanti bimbi che si ricorderanno per esempio, con ilarità di quel pazzo che si è calato in un pozzo.
Non sarebbe difficile nemmeno coi nostri grandi romanzi organizzare un gioco come questo, le piazze ci sono. E nemmeno i libri mancano.
  
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venerdì, 19 settembre 2008

gattimoltospecialiHo quasi finito di leggere questo libro "gatti molto speciali" e solo per caso, leggendo un articolo in cui intervistano l'autrice, riesco a comprendere il perchè ho avuto la sgradita sensazione fin dall'inizio della lettura di questo libro di non essere in sintonia con l'autrice.
Pensavo ad una nonnina scrittrice, carina carina e dolce.
Invece è una donna dura che ha avuto una esperienza di vita davvero terribile e questo si trasmette nei suoi scritti.
Infatti non capivo perchè il racconto di questi gatti non mi trasmettesse nulla. Così freddo, così impersonale.
Non c'è passione o tenerezza.
Solo una persona che come una voce fuori campo racconta quello che vede, senza emozioni ...
Eppure è un premio nobel!
Pensavo meglio.
Così dura, così vera.
...ma molto lontana da me...

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giovedì, 18 settembre 2008

Ormai tardi, dopo San Galgano, siamo andati a Bagno Vignoni, un borgo medievale caratterizzato da una grande piazza totalmente occupata da una piscina termale.
E' una località termale già usata dagli Etruschi e dai Romani,  e fu frequentata, tra gli altri, da Lorenzo il Magnifico e da Papa Pio II Piccolomini che, nella metà del 1400,
vi bagnovignone3fece

costruire una villa oggi trasformata in albergo, ovviamente carissimo. Le acque sono bicarbonato-solfato-alcalino-terrose ipertermali (51°C) e sgorgano da una sorgente che alimenta una grande vasca del 1500. Sono usate per bagni e fanghi (efficaci nella cura di malattie artroreumatiche e nevralgiche), inalazioni ed irrigazioni (per infiammazioni otorinolaringoiatriche e ginecologiche).
Vi giuro che entrare in questo borgo è come entrare nel Medioevo. Silenzio, poche persone e molto silenziose, quasi figurarti all'interno di un quadro. Una pittrice sotto la loggia, lungo piscina, che dipinge. Una trattoria, una boutique molto elegante e new age allo stesso tempo, e stranieri. Solo stranieri. bagnivignone

Sembra tutto di elite, anche passeggiare in questa piazza.
Come se nell'aria di respirasse l'esclusività di questo posto...solo per ricchi.
Eppure se per un attimo chiudi gli occhi, senti solo un'atmosfera magica, e vedi la nebbia sopra l'acqua calda anche se non c'è... e vedi i figuranti in abiti di altre epoche... anche se non ci sono.
Credo sia un posto da vivere all'alba o al tramonto...

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martedì, 16 settembre 2008

Primo superiore. Anche per un genitore è il primo giorno di scuola, con sentimenti e aspettative diverse ...ma comunque sentite con un senso di trepidazione. Insomma, si ha la consapevolezza che tutto cambierà, una strada in salita piena di buche e lavori in corso e coscienti di non avere la patente per lavagnarimanere sempre in sella. Io ricordo che quando sono andata io, ero sola. Oggi invece i genitori delle prime erano tutti uno stampo, sembravano che dovevano entrare loro in classe. I ragazzi sono timidi, quasi timorosi, forse anche loro hanno un po' paura. Poi l'entrata con il compagno delle medie o da soli e tutti nella grande sala per conoscere il Preside e il corpo docente.
In primis all'entrata io ho notato che hanno il bar. Cavolo, un bar vero!! Noi avevamo i bidelli furbi con le colazioni ... e hanno anche epolis gratis per la consultazione agli studenti... non male!
Il Preside sembra un uomo di altri tempi. Così pomposo nel parlare, anche se ho percepito che alla fine praticamente non è che faccia molto. Lì il culo se lo fa la vice preside, rigorosamente donna!! Tutte le insegnanti erano donne, ma a comandare il classico uomo pomposo... Vabbè sono sempre la solita!!
Bel discorso, comunque...

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lunedì, 15 settembre 2008

Finalmente sono riuscita ad andare a vedere la SPADA NELLA ROCCIA, a San Galgano, vicino Chiusdino (Siena), dove ci sono i resti di una bellissima Abbazia, ormai senza tetto. 
Secondo la leggenda Galgano  fu visitato in sogno dall'arcangelo Michele che lo sangalgano_2convertì. Si incontrò con  Papa Alessandro III che, dopo averlo benedetto, lo incoraggiò a costruire un'abbazia. Tra la disperazione della madre e della fidanzata Polissena e lo scherno degli altri cavalieri, conficcò profondamente la sua spada nella roccia (1180?) così da realizzare un croce con l'elsa. Si racconta anche che il diavolo, tentando di smantellare quella fede divenuta così salda, inviò tre uomini per distruggere la roccia; non riuscendovi, spezzarono la spada in tre pezzi. Galgano, addolorato, si mise a pregare tentando di ricomporre l'arma che, miracolosamente, si rinsaldò.
Oggi nell'Eremo di Montesiepi, sangalganosopra l'Abbazia, c'è ancora custodita la "Spada della Roccia" e anche se il posto sembra uscito direttamente da Re Artù e non sembra davvero di stare in Toscana, vi assicuro che almeno, noi, abbiamo la vera spada esistente al mondo.
La cosa incredibile è che davvero pochi italiani lo sanno.
Questo posto é incredibile, eppure c'erano solo stranieri. Tedeschi, Belgi, Inglesi ... ma nessun italiano!!sangalgano05
Eppure camminare nel silenzio di quell'Abbazia a cielo aperto è una sensazione unica, si sente il sole, il vento e sembra di tornare indietro nel tempo. E' stata una giornata memorabile e intensa... Per non parlare del magnifico giardino con tavoli sotto l'ombra, dove ho gustato con molta calma, praticamente quasi da sola, un gelato e un caffè. I colori della campagna sono adesso di terra arata e quindi ci sono molti marroni, ma a primavera questo posto deve essere uno spettacolo. Devo dire che effettivamente da Roma è un bel viaggio, sono 3 ore e passa di viaggio, ma ne valgono davvero la pena.
spadachiesa2Tornado all’Eremo di Montesiepi è a pianta circolare. I cerchi concentrici del tetto della chiesetta richiamano alla mente addirittura una simbologia celtica utilizzata, tra l'altro, anche dai cavalieri Templari che si dedicarono alla ricerca del Santo Graal (infatti sembra una coppa rovesciata). Tra le coincidenze, nelle storie di Galgano, si narra che in un sogno lui avesse visto Gesù con i dodici apostoli (anche i cavalieri della Tavola Rotonda di Artù erano dodici) intorno a una tavola rotonda. E Galgano, come nome, non somiglia forse a Galvano, cavaliere di re Artù?
sangalganomuraComunque mi sono documentata e sembra che San Galgano arriva quando le leggende su re Artù si stavano già diffondendo. Anche se bisogna aggiungere che l'episodio specifico della spada estratta dalla roccia entra nella saga arturiana nel 1200, quindi circa 20 anni dopo la morte di San Galgano. Non si sa quanto la figura storica di Galgano abbia archi_sangalganoinfluenzato i racconti arturiani. Una delle ipotesi avanzate dagli studiosi è che la spada nella roccia di San Galgano sia stata messa lì proprio sotto l'influenza della leggenda di Re Artù. In questo caso non l'avrebbe messa San Galgano, ma si potrebbe ipotizzare che sia stata piazzata dai monaci cistercensi che avevano preso possesso della Rotonda nel 1218. Questa ipotesi sarebbe suffragata da fatti specifici.
Per esempio, nei pressi di Chiusdino, a Malavalle, esiste una chiesa in cui sono conservati i resti di un altro eremita che viveva in quella zona nella stessa epoca di San Galgano: Guglielmo di Malavalle: esistono molte biografie secondo le sangalganofinestraquali quest'ultimo altri non era che Guglielmo X d'Aquitania, che nel 1137 sparì durante un pellegrinaggio.

Comunque leggenda e realtà in questo posto si fondono in modo tale da essere quasi fermi in una realtà che tanto realtà non sembra... anche perchè non sembra davvero di stare in Toscana.
Solo uscendo nelle stradine vicine e incontrando trattorie del posto, ci si rende conto di essere effettivamente in terra di Siena.
Crostoni al lardo di colonnata, prosciutto del posto e formaggio.
"Fettunta" con olio della casa e fettuccine fatte in casa...

Una cosa leggerina, tanto per gradire. Per fortuna settembre e l'aria freschina aiutano...

Vicino, molto vicino, c'è il famoso Mulino Bianco, quello dei biscotti, per intenderci. Proprio vero.
Lì infatti c'è tanta fila... e ci trovi tutti italiani!!

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lunedì, 08 settembre 2008
Il dramma dell’esercito italiano scoppia alle 19,45 dell’8 settembre 1943, quando la radio italiana divuiga il messaggio del maresciallo Badoglio nel quale il capo del governo comunicava che l’italia ha “chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate” e che la richiesta è stata accolta. Il dramma si trasforma nel giro di poche ore in tragedia per centinaia di migliaia di soldati abbandonati a se stessi nell’ora forse più tragica dall’inizio della guerra. Le forze presenti sulla penisola e in Sardegna ammontano a un totale di circa 1.090.000 uomini (10 divisioni nell’italia settentrionale, 7 al centro e 4 al sud della penisola e altre 4 in Sardegna), contro circa 400.000 soldati delle unità tedesche; ma mentre queste ultime sono perfettamente efficienti e fortemente dotate di mezzi corazzati, l’esercito italiano è uno strumento bellico estremamente debole(di questo sono convinti anche allo Stato Maggiore, che infatti considera le truppe italiane sconfitte in partenza), con una buona metà delle divisioni del tutto inefficienti, scarsamente dotate di mezzi corazzati e male armate. A queste forze, numericamente notevoli, vanno sommate le unità italiane dislocate nei vari settori fuori dei confini metropolitani: 230 mila uomini in Francia (e Corsica), 300 mila circa in Slovenia, Dalmazia, Croazia, Montenegro e Bocche di Cattaro, più di 100 mila in Albania e circa 260 mila soldati in Grecia e nelle isole dell’Egeo: in totale 900 mila uomini circa, in teoria una forza formidabile, ma solo in teoria. In realtà si tratta di un esercito assolutamente inadeguato ai tempi, su cui non si può in alcun modo fare affidamento. Se a questa situazione si aggiunge, in quel fatidico 8 settembre, l’assoluta mancanza di direttive da parte dei responsabili della macchina da guerra italiana (e in particolare del capo del governo Badoglio, che pure era un militare, del gen. Ambrosio, capo di Stato Maggiore Generale, e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Mario Roatta) e l’imperdonabile leggerezza con cui si affronta il prevedibile momento della resa dei conti con i tedeschi, si puo capire lo sfacelo, il crollo totale dell’esercito italiano all’indomani dell’annuncio della firma dell’armistizio. Nella dissoluzione generale (al momento della prova, molti comandanti sono) lontani dai reparti, o se sono presenti non hanno ricevuto disposizioni), si verificano tuttavia alcuni coraggiosi quanto inutili tentativi di opporsi all’aggressione tedesca: in Trentino-Alto Adige e in Francia le truppe alpine reagiscono all’attacco, ma sono episodi di breve durata; i focolai di resistenza sono spenti con spietata ferocia.In Grecia, nel desolante spettacolo del disarmo dei reparti italiani da parte dei tedeschi, brilla il coraggio della divisione Acqui che a Cefalonia sceglie la lotta e la conseguente autodistruzione: 9646 morti, una vendetta inutile ma feroce...
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lunedì, 08 settembre 2008

secondo lucrezia 2ancora per un po' di giorni...

Città d'arte... arrivo!!!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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mercoledì, 03 settembre 2008

  
Ho letto solo perplessità e paura da questa riproposta del Ministro della Pubblica Istruzione sul voto in condotta e sul ritorno al maestro unico, e non comprendo perché.
Quando si prova a cambiare e il cambiamento non porta ai risultati sperati, mi sembra giusto tornare ad un sistema che si conosce o quanto meno se ne conoscono i risultati.maestra
Io sono mamma e quindi stò parlando per esperienza vissuta.
Ricordo benissimo, anche se è un ricordo lontano, il rispetto e l'educazione che noi alunni dovevano avere ed esporre verso l'insegnante. Ricordo che dovevamo alzarci in piedi quando entrava in classe il professore. Era un atteggiamento che metteva subito in chiaro i ruoli e quindi la gerarchia del rispetto. Allora non ho mai pensato che potesse essere diversamente e sinceramente mi stava bene così. Solo adesso, mi sono resa conto, frequentando le riunioni genitori-insegnanti, che gli alunni hanno usato e usano il criterio del rispetto solo se un insegnante riesce a guadagnarselo e non diversamente. Questo ha comportato scene da bronx nelle classi. Con gli alunni che mancano di rispetto verbalmente e fisicamente all'insegnante, che non sempre è in grado di difendersi.
E questo anche se come teoria sul rispetto sembra giusto, in verità non lo è! Perché determina una scuola di vita che riguarda i rapporti nella società futura, dove il rispetto deve essere legato anche alla figura professionale, oltre che nel merito. Sarebbe davvero bello se chi fosse destinatario di tale rispetto fosse anche promosso a pieni voti perché meritorio, ma questa è un'utopia e quindi meglio non parlarne.
libri_imIl voto in condotta determinerà un comportamento sociale ed educativo giustissimo per i ragazzi che dovranno un giorno formare il loro e il nostro futuro, perché questo eviterà la prevaricazione di bulli e prepotenti, che altrimenti in questo stato di cose, trovano il terreno fertile per essere emulati o addirittura leader. Il branco di oggi è questo. Anche perché l'insegnante in forza del fatto che debba insegnare, deve avere l'autorità e la modalità di poterlo attuare senza inutili problemi e ribellioni.
Io nelle classi medie ho assistito a situazioni vergognose e se penso che sono state attuate da ragazzi di 12-13 anni verso gli insegnanti, non posso esimermi di farmi venire i brividi.
La maleducazione ormai si insegna a scuola e i poveri insegnanti sono alla mercè di una situazione che non sono più in grado di controllare, in nome di una libertà che di fatto viola il suo principio stesso di democrazia, nel momento in cui diventa appunto anarchia. E dove il rispetto non si deve più avere verso l'insegnante il passo poi verso il genitore è davvero molto breve. Credo che bisogna fare qualche passo indietro per poter fare qualche balzo in avanti.fabbrica-scuola
Ovvio che il risultato disastroso del livello culturale dei giovani di oggi è anche in rapporto a questo fatto e al cambio generazionale che comunque osserva il principio della poca applicazione e responsabilità sul suo lavoro di studente.

Lessi tempo fa di una scuola professionale che rischiava di chiudere perché i suoi alunni, nella stragrande maggioranza avevano voti insufficienti tali da mettere a repentaglio l'esistenza stessa dell'Istituto scolastico. Invece di provvedere con corsi di recupero o una bella lavata di capo, il Preside ha pregato il corpo docente di alzare i voti ed essere meno severo con le valutazioni, per scongiurare questa ipotesi. E quando la logica stringente del mercato, della gestione manageriale di una scuola porta la soluzione in cui il futuro dei docenti è assicurato dai studenti e non il contrario, allora siamo alla frutta. Meglio dichiarare un fallimento che barare per averlo. Caso a parte, vi è anche l'altra questione del ritorno al maestro unico.
Ecco su questo invece non riesco ad avere una opinione ben definita.
Ricordo la figura della maestra unica, perché è stato il mio modello scolastico. Sono stata fortunata forse, ma lei è stata per me una figura davvero importante che mi ha portato ad amare la scuola e lo studio. Una donna con le palle in tutti i sensi, già allora.
E oggi? Personalmente ho l'esempio scolastico di mio figlio, basato sulla figura di un maestro di matematica e scienze, che di fatto è stato a dir poco stupendo, avendo insegnato la sua materia con tanta passione e passato agli alunni l'amore verso i numeri e la logica, quindi soprattutto aver portato le loro menti a ragionare ed estrapolare, prima ancora di imparare. La maestra di italiano invece è stata un vero disastro e quindi la responsabile del livello bassissimo di tutta la classe in italiano e quindi di un deficit di base che si sono portati tutti alle superiori con risultati da immaginare e quindi il recupero e la fatica doppia di un mal insegnamento delle materie letterarie. In tutto questo lei era responsabile anche della lingua straniera, con un francese insegnato poco e male.
Di fronte all'inutile perplessità di un genitore che non ha potere alcuno su questo e sull'insegnante di ruolo, abbiamo assistito impotenti al danno enorme per la loro formazione di base e purtroppo continua ancora ad insegnare.
Allora mi chiedo cosa sarebbe accaduto se uno dei due fosse stato il maestro unico della classe. Fortuna a parte, alle elementari serve poco e non tutto il programma che pretendono di insegnare e che tanto non rimane dentro. Sarebbe importante invece che fin dalla prima elementare avessero una insegnante di inglese, visto il livello disastroso del nostro inglese scolastico e che quindi non prepara e non aiuta nel suo compito primario di preparazione e inserimento lavorativo. A questo deve essere aggiunto un buon italiano di base e una informazione informatica a largo spettro. Solo così si troverebbero davvero preparati per la scuola superiore, facendo poi un percorso più dettagliato di approfondimento nozionistico e culturale.
Fosse mai che l'educazione e il rispetto aiutasse i nostri ragazzi nella formazione personale della morale, che chiediamo a gran voce nella nostra società ormai allo sbando del qualunquismo, e che dovrebbe formare individui finalizzati ad una visione di bene comune,  riuscendo un domani a riprendere le redini di questa società alla deriva, attuando una volontà di recupero di valori e di educazione.
La scuola in fondo dovrebbe servire a questo, no?!

postato da: leggerevolare alle ore 15:01 | Permalink | commenti (8)
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